Un’infrastruttura strategica per la montagna e una risposta concreta alla crisi idrica: è questo il duplice obiettivo dell’ambizioso progetto idrico di Acque Veronesi, che sta completando la posa di un nuovo acquedotto ad alta quota in Lessinia, con tubazioni che raggiungono oltre i 1700 metri sul livello del mare. I lavori, sostenuti da un finanziamento di 7,5 milioni di euro proveniente da Fondo Comuni di Confine e ATO Veronese, coinvolgono i comuni di Bosco Chiesanuova, Erbezzo e Sant’Anna d’Alfaedo.
Oltre 20 km di nuove condotte in acciaio
Il progetto prevede la posa di più di 20 chilometri di condotte in acciaio, affiancate da cinque nuovi serbatoi, impianti di rilancio e il rinnovamento degli impianti esistenti. Già completato oltre il 90% delle condotte, le nuove infrastrutture saranno in grado di alimentare fino a 80 malghe, garantendo un servizio essenziale in territori impervi come il Monte Tomba, nel comune di Bosco Chiesanuova.
Sicurezza idrica e servizi avanzati
Il nuovo acquedotto è stato pensato anche per fronteggiare i periodi di siccità, sempre più frequenti, che compromettono le tradizionali sorgenti montane. Grazie alla possibilità di contro-alimentazione dal campo pozzi di Dolcè, la rete sarà resiliente e capace di mantenere la continuità del servizio anche in caso di emergenza idrica. I nuovi serbatoi, infatti, consentiranno una gestione più efficiente delle riserve d’acqua, superando i limiti delle attuali strutture, oggi in grado di coprire la domanda solo per brevi periodi.
Pronti per portare anche elettricità e dati
Non solo acqua: le condotte installate sono predisposte per il futuro passaggio di reti elettriche e dati, favorendo così la digitalizzazione e l’elettrificazione di aree ancora isolate. Si tratta di un’opera infrastrutturale multifunzionale, che guarda al lungo termine e potrà diventare un volano di sviluppo per l’economia montana, sostenendo anche le attività agricole e pastorali che popolano i pascoli d’alta quota.
Lavori in linea con i tempi, soddisfazione tra i Comuni
Durante il recente sopralluogo tecnico guidato dal presidente di Acque Veronesi, Roberto Mantovanelli, è stata espressa piena soddisfazione per l’andamento del cantiere, in linea con le scadenze previste nonostante la complessità logistica. Operare in quota richiede una gestione attenta di materiali, personale e condizioni meteo, ma l’intervento procede secondo cronoprogramma, avvicinandosi alla fase conclusiva.
L’intervento è considerato strategico anche per il presidio e la salvaguardia del territorio montano, spesso soggetto a spopolamento e abbandono. Garantire servizi essenziali come l’acqua potabile significa sostenere la permanenza delle attività produttive e delle famiglie nelle aree più alte della Lessinia, contribuendo alla tutela ambientale e paesaggistica.