Scoperta una vetreria tardo-antica nell’Arena di Verona

Durante gli scavi per migliorare l’accessibilità del monumento, riemergono tracce di una produzione di vetro soffiato. Il 28 maggio il cantiere sarà aperto al pubblico

Arena

Un ritrovamento archeologico inaspettato è emerso durante i lavori per l’installazione di un ascensore all’interno dell’anfiteatro Arena di Verona, parte del piano di accessibilità promosso in vista delle Olimpiadi Invernali e delle Paralimpiadi Milano-Cortina 2026. Negli scavi avviati a febbraio presso l’arcovolo 65, sono state individuate le tracce di un’antica officina vetraria, attiva durante la tarda antichità, specializzata nel riciclo del vetro e nella produzione di oggetti in vetro soffiato.

L’intervento, coordinato dalla Soprintendenza ABAP di Verona-Rovigo-Vicenza, in collaborazione con il Comune di Verona e Fondazione Arena, ha permesso di rivelare non solo importanti elementi strutturali dell’anfiteatro ma anche un sorprendente passato artigianale. Secondo il soprintendente Andrea Rosignoli, la riconversione di uno spazio interno per finalità produttive rappresenta “una pagina interessante della storia del monumento”, nonché un’opportunità per studiare un’antica economia del riciclo in un contesto di trasformazioni storiche.

Un evento di archeologia pubblica, inserito nel Piano di Valorizzazione 2025 del Ministero della Cultura, permetterà ai cittadini di visitare l’area archeologica in corso di scavo. Il 28 maggio, tra le 16 e le 19, con prenotazione su Eventbrite, sarà possibile accedere all’arcovolo 65 e dialogare con archeologi, architetti e tecnici direttamente impegnati nei lavori.

Le dichiarazioni delle istituzioni coinvolte sottolineano l’importanza del progetto. Barbara Bissoli, vicesindaca e assessora ai Beni culturali, ha evidenziato il valore culturale del ritrovamento, legandolo all’impegno civico per un’accessibilità diffusa. Cecilia Gasdia, Sovrintendente della Fondazione Arena, ha ricordato il ruolo dell’anfiteatro non solo come teatro d’opera ma anche come fonte inesauribile di memoria storica. Fabio Saldini, AD di SIMICO, ha sottolineato che questo intervento “è prima di tutto un atto di civiltà”, volto a rendere universale l’accesso a un patrimonio culturale di valore mondiale.

L’intervento all’arcovolo 65 non solo migliorerà l’esperienza di visita, in particolare per le persone con disabilità motorie, ma arricchirà la conoscenza dell’anfiteatro, svelandone un uso che va oltre lo spettacolo: quello produttivo, artigianale, e sostenibile, risalente a secoli fa. La scoperta rappresenta così un ponte tra passato e futuro, offrendo nuove prospettive sulla valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

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