Un’imponente operazione antimafia ha avuto luogo all’alba di mercoledì 21 maggio, su iniziativa della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Il blitz, denominato “Millenium”, ha coinvolto numerose città italiane, tra cui Reggio Calabria, Milano, Verona, Roma e Torino, con l’arresto di 97 persone ritenute legate alle più potenti cosche della ‘ndrangheta.
L’azione repressiva, coordinata dal gip del tribunale reggino, è stata condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria con il supporto dell’Interpol e di reparti specializzati. I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti anche a Monza e Brianza, Pavia, Bologna, Nuoro, Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia, Rimini e Agrigento, in un’operazione che ha toccato l’intero territorio nazionale.
Secondo le indagini, al centro dell’inchiesta vi sarebbe una struttura criminale unitaria e organizzata, emersa da un’alleanza inedita tra diversi gruppi mafiosi della provincia reggina. Questo assetto avrebbe permesso la gestione in regime di monopolio del traffico di stupefacenti, estendendosi anche ad attività di estorsione, sequestri di persona finalizzati a ottenere riscatti e scambi elettorali politico-mafiosi. Le accuse comprendono inoltre l’associazione mafiosa e la detenzione illegale di armi.
I magistrati hanno definito il sistema come “complementare” alle articolazioni territoriali, ma con un ruolo di coordinamento superiore, in grado di controllare e indirizzare le attività illecite in più regioni italiane. Un’organizzazione che avrebbe operato con una logica imprenditoriale, infiltrandosi nel tessuto economico attraverso aziende di copertura.
A tal proposito, durante il blitz è stato disposto anche il sequestro preventivo di due società, attive nei settori della ristorazione e dell’edilizia. Secondo gli inquirenti, queste imprese avrebbero avuto un ruolo cruciale nel riciclaggio dei proventi illeciti e nel fornire supporto logistico alle attività criminali.
L’operazione “Millenium” si inserisce in un quadro più ampio di contrasto alla criminalità organizzata calabrese, che negli ultimi anni ha assunto una dimensione sempre più transregionale e internazionale, con ramificazioni anche all’estero. Il coinvolgimento dell’Interpol conferma il respiro globale dell’attività investigativa.
La strategia della Direzione distrettuale antimafia mira a colpire non solo i vertici delle cosche, ma anche il loro potere economico e la rete di relazioni che consente loro di radicarsi nei territori. Il maxi-blitz rappresenta un duro colpo per la ‘ndrangheta e sottolinea la necessità di un approccio integrato tra forze dell’ordine, magistratura e istituzioni locali.