Banche sempre più lontane: oltre 22mila veronesi senza sportelli nei loro comuni

In Veneto la desertificazione bancaria accelera: +47% di residenti nei paesi senza filiali. A rischio servizi, inclusione e occupazione

La chiusura degli sportelli bancari continua a colpire duramente i territori meno centrali, e la provincia di Verona non fa eccezione. Oggi sono 22.348 i veronesi che vivono in Comuni completamente privi di filiali bancarie, ben 7.157 in più rispetto a tre anni fa, con una crescita del 47%. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, basato sui dati di Banca d’Italia e Istat aggiornati al 31 marzo 2025.

Una tendenza nazionale, ma il Veneto è tra le aree più colpite

Nel primo trimestre del 2025 le banche italiane hanno chiuso 95 sportelli, segnando il calo più alto degli ultimi anni nei primi tre mesi. Oggi il 42,9% dei Comuni italiani (3.386 su 7.904) è privo di sportelli bancari, condizione che interessa oltre 4,6 milioni di cittadini. In Veneto la situazione è particolarmente preoccupante: la riduzione dell’1% degli sportelli in tre mesi colloca la regione al secondo posto in Italia, dietro solo alla Liguria.

La mappa della desertificazione nel Veronese

Oltre ai 22mila veronesi senza sportelli, altri 82.108 residenti si trovano in Comuni con un’unica filiale bancaria attiva, con un incremento del 40% in soli tre anni. Le imprese sono ugualmente penalizzate:

  • 1.617 aziende operano in Comuni completamente privi di banca (+600 in tre anni)

  • 5.673 imprese sono attive in Comuni con un solo sportello (+1.500 dal 2022)

Tra i centri più popolati completamente “desertificati” figurano Sorgà, Mezzane di Sotto, Brenzone sul Garda e Rivoli Veronese. Resistono con un solo sportello, ad esempio, Monteforte d’Alpone, Mozzecane, Casaleone e Gazzo Veronese.

Conseguenze economiche e sociali

Secondo First Cisl, il fenomeno porta a forme di esclusione sociale, in particolare per anziani e persone con bassa alfabetizzazione digitale. In Italia, solo il 55% degli utenti utilizza l’internet banking (contro il 67,2% nella UE), e nella fascia tra i 65 e i 74 anni la percentuale scende al 33,9%, ben al di sotto della media europea del 44,7%.

Le difficoltà non si limitano all’accesso ai servizi, ma riguardano anche la tenuta occupazionale del settore bancario e la sostenibilità delle piccole attività nei territori meno serviti.

L’allarme dei sindacati e la richiesta di soluzioni

Il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani, evidenzia che in 9 dei 18 Comuni parzialmente desertificati del Veronese, l’unico presidio bancario è garantito da una Bcc. Ma il timore è che le future aggregazioni bancarie aggravino la situazione, riducendo ulteriormente la presenza fisica sul territorio.

Colombani rilancia l’idea di creare Osservatori regionali sulla desertificazione bancaria, come già avvenuto in Toscana, per monitorare e affrontare il problema in modo strutturato, tutelando servizi, lavoratori e comunità locali.

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