“Proviamo a immaginare il mondo senza il vino”, ha esordito il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel suo intervento all’apertura ufficiale di Vinitaly 2025, la storica fiera internazionale del vino in corso a Verona. Un’esortazione provocatoria che ha dato il via a una riflessione profonda sul valore simbolico, culturale e identitario del vino, da sempre radicato nella storia e nelle arti dell’umanità.
Per Giuli, il vino non è solo un prodotto agricolo o commerciale, ma un elemento essenziale della cultura universale, che attraversa secoli e civiltà. “Il vino è come il mare, non conosce ostacoli”, ha affermato, richiamando l’immagine evocativa dell’”Omero del mare nero” per sottolinearne la forza trascendente. Un liquido capace di abbattere confini, superare i timori economici del presente – come i dazi internazionali – e mantenere saldo il legame tra passato e presente.
Un simbolo dalla mitologia alla religione
Il Ministro ha ricordato come il vino sia rappresentato in tutte le forme di cultura, da Bacco, dio romano del vino, fino alla transustanziazione cristiana, dove il vino diventa simbolo del sangue di Cristo. Un filo rosso che unisce religione, arte, poesia e filosofia, consolidando il suo ruolo di protagonista nella narrativa culturale dell’umanità.
“Come si fa a criminalizzare il vino?”, ha domandato Giuli in riferimento alle preoccupazioni normative o economiche che in alcuni Paesi minacciano la libera circolazione e valorizzazione dei prodotti enologici. Un attacco – ha sottolineato – non solo al vino, ma a una parte essenziale della nostra eredità simbolica.
Un patrimonio che parla italiano
Nel suo intervento, il Ministro ha sottolineato che la ricchezza simbolica e culturale del vino è uno dei tratti distintivi dell’Italia nel mondo. Un patrimonio che non va solo preservato ma celebrato e raccontato come parte integrante della nostra identità nazionale. In questo contesto, Vinitaly rappresenta non solo una vetrina commerciale, ma anche un palcoscenico internazionale per riaffermare la centralità del vino nella cultura italiana.
La sfida odierna, secondo Giuli, è quella di tutelare il valore culturale del vino contro dinamiche internazionali restrittive, promuovendolo come espressione di civiltà, conoscenza, bellezza e tradizione.