In provincia di Verona l’assistenza d’urgenza per gli animali domestici è ancora un servizio raro e a pagamento. Attualmente, solo due cliniche veterinarie private – a Santa Lucia e Peschiera – garantiscono un pronto soccorso attivo 24 ore su 24, un numero insufficiente per far fronte alle esigenze di migliaia di famiglie con cani e gatti.
Il problema diventa più pressante con l’arrivo della bella stagione, quando aumentano le gite fuori porta e le occasioni in cui i nostri amici a quattro zampe possono incorrere in incidenti o emergenze, come morsi di vipera, ferite, ingestione di bocconi avvelenati o contatto con la processionaria.
Durante un incontro informativo tenuto al centro “Cani a Corte” di Basso Acquar, la veterinaria Cristina Squaranti, con oltre 40 anni di esperienza, ha sottolineato la gravità della situazione: «Le strutture attrezzate per il pronto soccorso sono pochissime, e quelle esistenti hanno costi elevati. Curare un avvelenamento grave può arrivare a costare anche 800 euro, rendendo il soccorso impossibile per molti».
Veterinari sociali: il progetto mai realizzato
Un’idea di ambulatori pubblici per animali in difficoltà economica è da tempo sul tavolo, ma manca il finanziamento. In altre città italiane sono nati ospedali veterinari sociali, rivolti a chi ha un Isee basso o è in carico ai servizi sociali. Tra le esperienze più note, il primo ambulatorio veterinario gratuito di Roma, aperto nel 2024 dalla collaborazione tra LAV e Comunità di Sant’Egidio.
In Veneto, tuttavia, manca ancora un’iniziativa simile, e l’assistenza resta affidata a cliniche private e associazioni, senza il supporto del sistema sanitario pubblico. Una situazione che espone gli animali a rischi evitabili e i proprietari a spese non sostenibili, soprattutto nei casi di emergenza.
La responsabilità di adottare consapevolmente
«Avere un animale domestico è una scelta che implica responsabilità economiche e morali», avverte Squaranti. «Non si tratta solo di affrontare le spese ordinarie, ma anche quelle straordinarie. Serve consapevolezza: l’affetto non basta, servono anche mezzi per garantire cura e assistenza in ogni circostanza».
Una possibile soluzione è rappresentata dalle assicurazioni sanitarie per animali, ma anche in questo caso le coperture non sempre sono sufficienti o convenienti rispetto alle reali necessità.
Cosa fare in caso di emergenza: il vademecum
Per affrontare le situazioni più comuni prima di raggiungere una clinica, Squaranti ha stilato alcuni consigli utili:
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Processionaria: se il cane entra in contatto con i peli urticanti di questo bruco, sciacquare subito la bocca e la lingua con abbondante acqua e bicarbonato e correre dal veterinario.
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Avvelenamento: se si sospetta l’ingestione di veleno, si può tentare di indurre il vomito con una soluzione salina satura somministrata con una siringa senza ago, ma solo se non sono già presenti sintomi gravi. In caso contrario, occorre recarsi immediatamente in clinica.
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Morso di vipera: provoca gonfiore e necrosi localizzata. Tenere il cane immobile per rallentare la diffusione del veleno e portarlo d’urgenza dal veterinario. Siero antivipera e laccio emostatico sono soluzioni inefficaci o controproducenti.
Infine, un suggerimento pratico: prima di ogni escursione, informarsi in anticipo sulle cliniche veterinarie attive in zona, per non farsi trovare impreparati.