Notte di paura a Borgo Venezia, dove tra giovedì 20 e venerdì 21 marzo si sono verificati due furti con spaccata e un colpo in abitazione. I responsabili sembrano ricorrere ancora una volta al modus operandi ormai noto come “colpo del tombino”, utilizzato da tempo per mettere a segno rapide incursioni nei negozi del territorio veronese.
Verso le ore 3, è stata presa di mira la pasticceria Perlini di via Verdi, dove i ladri, eludendo il sistema di videosorveglianza, hanno utilizzato un pesante tombino in ghisa scagliato contro la vetrina, infrangendola in pochi secondi. Una volta dentro, hanno prelevato il registratore di cassa, contenente solo qualche moneta, prima di fuggire rapidamente.
A circa 500 metri di distanza, in via Villa Cozza, i malviventi hanno colpito di nuovo, questa volta al Bar del Borgo, dove hanno sfondato la porta d’ingresso con la stessa tecnica. In questo caso, il bottino è stato ancora più misero, ma i danni materiali subiti dai commercianti sono ingenti, con serramenti da sostituire e locali da ripristinare.
Cos’è il “colpo del tombino”
La “banda del tombino” adotta una tecnica tanto semplice quanto distruttiva: i ladri, dopo aver individuato il bersaglio, scardinano un tombino stradale, solitamente in ghisa, e lo lanciano con violenza contro le vetrine degli esercizi commerciali. L’impatto provoca la frantumazione del vetro, consentendo un accesso rapido all’interno del locale. L’intera azione si consuma in pochi minuti, giusto il tempo di afferrare il contante o gli oggetti di valore a portata di mano e dileguarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Negli ultimi anni, la banda ha colpito con una media di almeno un furto a notte, provocando danni per migliaia di euro a Villafranca, Bovolone, Cerea e in diversi quartieri della città, compreso Borgo Venezia.
Non solo negozi: furti anche nelle abitazioni
Ma il commercio non è l’unico bersaglio. Anche le abitazioni sono finite nel mirino dei ladri, come accaduto in un appartamento al quarto piano di via Donizetti. I malviventi, una volta entrati, si sono preoccupati persino di richiudere la porta blindata a doppia mandata, cercando di non lasciare tracce evidenti dell’intrusione.
Una tecnica subdola utilizzata dai ladri per verificare la presenza o meno dei proprietari in casa consiste nel posizionare un sottilissimo filo di colla tra gli stipiti della porta d’ingresso. Se il filo resta intatto dopo diverse ore, significa che la porta non è stata aperta e quindi l’appartamento è probabilmente disabitato: via libera al colpo.
Allarme nel quartiere
I residenti e i commercianti di Borgo Venezia esprimono preoccupazione crescente di fronte a una serie di episodi che sembrano seguire schemi ben rodati, con una sfrontatezza che lascia intendere un’organizzazione esperta. Le forze dell’ordine stanno raccogliendo immagini da telecamere di sorveglianza e testimonianze, ma l’identificazione dei responsabili si presenta complessa, anche a causa della rapidità con cui agiscono e del fatto che spesso operano a volto coperto.