L’aggressione avvenuta nella tarda serata di sabato 1 febbraio al Pronto Soccorso dell’ospedale di Borgo Trento, dove un paziente ha colpito un medico e tre infermieri, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza del personale sanitario. L’uomo, trasportato in ambulanza per un malore, ha distrutto attrezzature, infranto una vetrata e aggredito gli operatori, prima di essere arrestato dalla polizia.
L’episodio ha scatenato forti reazioni da parte dei sindacati, che da tempo chiedono misure più efficaci per proteggere chi lavora negli ospedali.
La richiesta dei sindacati: un posto di polizia attivo 24 ore su 24
Il sindacato CISL FP Verona, tramite il segretario Giovanni Zanini, ha condannato l’accaduto, parlando di un fenomeno sempre più diffuso e pericoloso: “Non possiamo più accettare aggressioni nei Pronto Soccorso. Il personale sanitario non può essere lasciato senza protezione”. La CISL chiede il ripristino del posto di polizia h24, che attualmente opera solo in fasce orarie limitate, per garantire un’azione preventiva e immediata in caso di necessità.
Anche il sindacato Nursing Up Veneto ha inviato una richiesta all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, sollecitando:
- Copertura continuativa del posto di polizia sette giorni su sette
- Filtri più rigorosi per limitare l’accesso alle aree di osservazione
- Segnalazione preventiva alle forze dell’ordine di pazienti in stato di alterazione
L’Ordine dei Medici: “Un fenomeno da affrontare con urgenza”
L’Ordine dei Medici di Verona, guidato dal presidente Alfredo Guglielmi, ha espresso solidarietà ai sanitari coinvolti, sottolineando la necessità di un’azione coordinata tra istituzioni, ospedali e forze dell’ordine. Guglielmi ha evidenziato come la violenza nei confronti del personale sanitario sia un problema in crescita, che richiede non solo pene più severe, ma anche strategie di prevenzione e sensibilizzazione.