Questo pomeriggio, alle ore 16, si terrà un nuovo presidio presso la stazione di Verona Porta Nuova in memoria di Moussa Diarra , il giovane maliano ucciso lo scorso 20 ottobre in circostanze ancora oggetto di dibattito. L’evento, promosso dal comitato “ Verità e giustizia per Moussa Diarra ”, vuole mantenere alta l’attenzione su un caso che ha suscitato forte indignazione e che, secondo gli organizzatori, rappresenta un simbolo di una più ampia questione legata al razzismo istituzionale.
Un caso ancora controverso
Le indagini ufficiali sull’episodio, che ha coinvolto un poliziotto, hanno confermato finora la tesi della legittima difesa , ma il comitato continua a contestare questa versione ea chiedere maggiore chiarezza. Le immagini delle telecamere di sicurezza, secondo la Procura, sono state acquisite , ma rimangono dubbi e perplessità da parte degli attivisti, che denunciano la mancanza di trasparenza e cercano nuovi testimoni per fare luce sull’accaduto. Gli esami effettuati sulla vittima hanno escluso la presenza di alcol o droghe nel suo organismo, ma per il comitato queste informazioni non bastano a chiudere il caso.
Attivisti e associazioni in piazza
La manifestazione di oggi non sarà limitata alla memoria di Moussa. Il comitato ha chiamato a raccolta numerosi attivisti da diverse città italiane, tra cui realtà come il centro sociale Magazzino 47 , il collettivo Onda Studentesca , l’ Associazione Diritti per Tutti di Brescia e il collettivo Gardesano Autonomo . Durante il presidio, saranno ricordati anche altri episodi controversi:
- Ramy Elgaml e Fares Bouzidi , i giovani coinvolti nell’incidente a Milano il 24 novembre durante un inseguimento dei carabinieri, in cui Ramy ha perso la vita.
- Muhammad Abdallah Ahmid Sitta , il 23enne egiziano ucciso a Villa Verucchio (Rimini) dopo aver accoltellato quattro persone durante i festeggiamenti di Capodanno.
La denuncia degli organizzatori
Secondo gli organizzatori, questa non è solo una manifestazione commemorativa, ma una protesta contro quello che ha iniziato “razzismo istituzionale” , che, a loro avviso, continua a legittimare abusi arbitrari e violenze . In una dichiarazione, il comitato ha sottolineato che in Italia persistono disparità di trattamento che portano a considerare alcune persone come “cittadini di serie B” , una condizione che si ritengono inaccettabile e che intendono combattere con forza.
Un grido di giustizia oltre Moussa
Il presidio di oggi rappresenta quindi un momento di riflessione non solo sulla tragica morte di Moussa Diarra, ma anche sulla necessità di affrontare questioni più ampie legate a diritti, uguaglianza e trasparenza istituzionale. Gli organizzatori auspicano che queste iniziative possano contribuire a far emergere verità spesso taciute ea promuovere un cambiamento nelle dinamiche di gestione della sicurezza pubblica.