Aumenti nelle case di riposo veronesi: costi insostenibili per le famiglie

Spi Cgil denuncia rincari tra i 360 ei 1.300 euro annui per gli ospiti delle strutture.

Anziano assistito

Nuovi aumenti per le rette delle case di riposo di Verona, con costi che continuano a gravare pesantemente sulle famiglie. Il sindacato Spi Cgil lancia l’allarme e chiede interventi urgenti.

Il 2025 si è aperto con una nuova onda di rincari nelle case di riposo per non autosufficienti nella provincia di Verona. Le tariffe alberghiere sono incrementate di 1-3,5 euro al giorno, un aggravio che si traduce in una spesa aggiuntiva annuale tra i 360 ei 1.300 euro per ogni ospite. Questi aumentano si sommano ai già elevati costi di ricovero, che variano dai 23.000 ai 26.000 euro annui per struttura.

Cause di aumento

Secondo lo Spi Cgil, i rincari sono legati al costo dell’energia e ai recenti rinnovi contrattuali del personale. Tuttavia, la Regione Veneto, pur avendo introdotto a gennaio 2025 il “finanziamento a budget” per i Centri Servizi, ha lasciato invariata la compartecipazione pubblica alle cure. La quota sanitaria, di base ferma a 52 euro giornalieri, è aumentabile solo del 10% per le strutture che accolgono pazienti con malattie neurodegenerative.

Retta sempre più alta

Nel Veneto, la spesa media mensile per una casa di riposo è di circa 2.200 euro, ma può salire fino a 4.000 euro nei casi più gravi o in strutture senza impegnativa. Le tariffe giornaliere variano da 71 a 135 euro senza impegnativa, mentre con il sostegno regionale si riduce a una media di 63 euro.

La denuncia del sindacato

Adriano Filice, segretario generale dello Spi Cgil di Verona, evidenzia che i costi sono diventati “ormai proibitivi” per le famiglie, molte delle quali si trovano in difficoltà economiche. “Le rette ricadono quasi interamente sulle spalle dei famigliari, già provati dall’ inflazione e da salari fermi”, spiega Filice, sottolineando come la situazione renda necessario un maggiore impegno da parte del settore pubblico per i casi di assistenza sanitaria prevalente.

Il sindacato propone un confronto urgente con il Comune di Verona e l’Ulss 9 per discutere la situazione delle case di riposo, le condizioni degli ospiti e delle loro famiglie, e il miglioramento delle strutture.

Un problema collettivo

L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno che riguarda tutta la società, insiste Filice, e non può essere gestito esclusivamente dalle famiglie. La richiesta del sindacato è chiara: “Il pubblico deve farsi carico delle cure per i casi più gravi, soprattutto dove l’assistenza sanitaria supera quella socio-sanitaria.”

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