Un anno “zero” di successo
La quindicesima edizione dei Mercatini di Natale di Verona segna una svolta con lo spostamento definitivo in via Pallone, a ridosso delle Mura. Un cambio di location che, pur richiedendo qualche aggiustamento, ha già mostrato risultati sorprendenti: 610mila visitatori fino ad oggi, avvicinando l’obiettivo del milione di presenze.
Questa mattina, in sala Arazzi, è stata firmata la convenzione che affida l’organizzazione al Comitato per Verona per i prossimi cinque anni. L’evento, nato ispirandosi ai celebri mercatini di Norimberga, si è progressivamente adattato al contesto veronese, diventando un appuntamento imperdibile per turisti e cittadini.
Numeri positivi, ma margini di miglioramento
Secondo Luciano Corsi, del Comitato per Verona, nonostante il successo, la manifestazione necessita ancora di rodaggio e perfezionamento, specialmente in termini di decorazioni e installazioni luminose. L’assessora al Commercio Alessia Rotta ha evidenziato che lo spostamento è stato un esperimento riuscito, con un incremento del 20% di visitatori nei giorni infrasettimanali e una stabilità nei weekend.
L’obiettivo è ora quello di migliorare ulteriormente l’esperienza: «Già da metà gennaio convocheremo un tavolo tecnico per pianificare l’edizione 2025, con particolare attenzione a miglioramenti nelle decorazioni e nella valorizzazione delle Mura», ha dichiarato Rotta.
Un piano a lungo termine
La convenzione quinquennale garantisce stabilità e consente di sviluppare un progetto a lungo termine per rendere i Mercatini sempre più attrattivi. L’idea è di coinvolgere attivamente il pubblico e accogliere suggerimenti per affinare l’offerta e ampliare l’esperienza natalizia.
Con un piano strategico ben definito e un primo bilancio positivo, i Mercatini di Natale di Verona sono destinati a consolidarsi come uno degli eventi natalizi più importanti in Italia, continuando a richiamare visitatori da ogni parte del Paese e dall’estero.
verona non si misura piu in bellezza ma con il numero di visitatori dei mercatini… che tristezza