Veneto, allarme infermieri: mancano 12.000 professionisti e cresce il rischio aggressioni

Nursing Up denuncia la carenza di personale e propone misure per garantire la sicurezza degli operatori sanitari

In Veneto servirebbero almeno 12.000 infermieri in più per rispondere alle esigenze del sistema sanitario regionale, secondo quanto emerso dal convegno organizzato dal sindacato Nursing Up Veneto a Verona. La carenza di personale, aggravata da una programmazione che non rispetta i parametri europei, compromette la qualità dei servizi sanitari e aumenta il rischio di aggressioni contro il personale infermieristico, ormai sempre più esposto a episodi di violenza.

Un metodo di calcolo inadeguato

Guerrino Silvestrini, referente del Nursing Up Veneto, ha evidenziato come l’attuale programmazione italiana preveda un rapporto di 1 infermiere ogni 3 medici, senza tener conto del numero effettivo di abitanti. Seguendo le linee guida europee, in Veneto sarebbero necessari 12.000 infermieri in più, mentre le stime nazionali parlano di una carenza di 5.000 unità.

Questa discrepanza incide negativamente sulla tenuta dei servizi sanitari e sulla sicurezza degli operatori, che devono fronteggiare carichi di lavoro insostenibili, generando ritardi nelle cure e aumentando il rischio di aggressioni da parte di pazienti e familiari esasperati.

Aggressioni in aumento: un problema da affrontare

La carenza di personale si intreccia con l’aumento dei bisogni della popolazione, in particolare a causa dell’invecchiamento demografico. Il segretario di Nursing Up Veneto sottolinea come la pressione nei reparti e nei pronto soccorso generi tempi di attesa più lunghi, causando episodi di rabbia e violenza nei confronti del personale sanitario.

Secondo il sindacato, la prevenzione è fondamentale. È necessario migliorare le condizioni lavorative degli infermieri e adottare misure concrete per garantire la loro sicurezza.

Le proposte per la sicurezza del personale

Nursing Up Veneto chiede alla Regione e alle aziende sanitarie di collaborare a un piano strategico per ridurre il rischio di aggressioni, proponendo:

  • Posti di polizia rafforzati nei pronto soccorso.
  • Postazioni di triage protette da vetri anti-sfondamento.
  • Videosorveglianza nelle aree più esposte.
  • Un codice colore dedicato per i pazienti con disagio psichico, con l’assegnazione di personale aggiuntivo per la gestione dell’aggressività.

Un appello alla Regione Veneto

Il presidente nazionale di Nursing Up, Antonio De Palma, presente al convegno, ha ribadito la necessità di adeguare gli standard italiani a quelli europei, sia in termini di personale che di sicurezza. “Investire negli infermieri significa investire nella salute dei cittadini,” ha sottolineato De Palma, invitando le istituzioni a un dialogo costruttivo per risolvere questa emergenza.

Redazione

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