Un confronto sul significato della giustizia riparativa e sul suo ruolo nella ricostruzione delle relazioni compromesse da un reato. È questo il tema del convegno in programma venerdì 30 ottobre 2026 a Verona, dalle 14.30 alle 18.00, nella Sala conferenze “Sandro Ruffo” del Museo di Storia Naturale, in Lungadige Porta Vittoria 9.
L’incontro, intitolato “La giustizia riparativa. Una nuova idea di pacificazione tra vittima, autore dell’offesa e comunità”, è organizzato dal Comune di Verona in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati, il Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Verona, il centro di ricerca Neg2Med e la Fondazione Don Calabria per il Sociale.
L’iniziativa riunirà magistrati, avvocati, docenti universitari ed esperti del settore per approfondire un modello di giustizia che affianca agli strumenti tradizionali del sistema penale percorsi di ascolto, responsabilizzazione e possibile riparazione delle conseguenze dell’offesa.
Che cos’è la giustizia riparativa e come funziona
La giustizia riparativa si concentra sulle conseguenze del reato per le persone coinvolte e per la comunità. Il suo obiettivo non è sostituire l’accertamento delle responsabilità penali, ma offrire uno spazio nel quale affrontare anche le conseguenze personali e relazionali dell’offesa.
Un fatto penalmente rilevante, infatti, può produrre effetti che vanno oltre la violazione della legge. Può compromettere rapporti di fiducia, generare sofferenza nelle vittime e incidere sulla vita delle comunità.
Attraverso programmi specifici, la persona offesa e quella indicata come autore dell’offesa possono partecipare volontariamente a un percorso assistito da mediatori adeguatamente formati.
Gli incontri si svolgono in un contesto protetto e mirano a favorire il riconoscimento delle conseguenze del fatto, il confronto tra le persone coinvolte e l’eventuale individuazione di forme di riparazione.
La partecipazione è volontaria e il percorso non sostituisce il procedimento penale. La giustizia riparativa rappresenta uno strumento distinto, che può affiancare la risposta giudiziaria secondo le condizioni previste dall’ordinamento.
La riforma del 2022 e il riconoscimento nell’ordinamento italiano
Il decreto legislativo 150 del 2022 ha introdotto una disciplina organica della giustizia riparativa in Italia. La riforma ha definito un quadro normativo per i programmi, le garanzie e le figure professionali coinvolte.
Il nuovo assetto riconosce la possibilità di affrontare gli effetti dell’offesa attraverso percorsi che valorizzano l’ascolto e il coinvolgimento delle persone interessate.
Tra gli elementi centrali figurano il consenso dei partecipanti, la protezione delle persone coinvolte e la presenza di mediatori qualificati.
La dimensione riparativa non elimina quella giudiziaria, ma introduce una modalità ulteriore per affrontare il danno e le conseguenze che un reato può determinare.
Proprio il rapporto tra le disposizioni normative e la loro applicazione concreta sarà uno degli argomenti affrontati durante l’incontro veronese.
La Cittadella della Giustizia Tina Anselmi al centro dell’esperienza veronese
Il convegno offrirà anche l’occasione per approfondire l’esperienza della Cittadella della Giustizia di Verona, recentemente inaugurata e intitolata a Tina Anselmi.
La struttura porta il nome della protagonista della vita democratica italiana che fu la prima donna a ricoprire un incarico ministeriale nella storia della Repubblica.
La Cittadella riunisce realtà impegnate nella tutela dei diritti, nell’assistenza alle vittime, nella gestione dei conflitti e nei percorsi di responsabilizzazione e reinserimento sociale.
L’obiettivo è favorire il coordinamento tra soggetti che operano in ambiti diversi, ma condividono l’attenzione verso le persone coinvolte nelle situazioni di conflitto e nelle conseguenze dei reati.
Il progetto è stato recentemente presentato a Loano, in provincia di Savona, dall’assessora alla Legalità del Comune di Verona, Stefania Zivelonghi, come esperienza di buona prassi nell’ambito della riparazione del danno e del reinserimento sociale.
La giornata del 30 ottobre consentirà di collegare questa esperienza territoriale al più ampio confronto nazionale sulla giustizia riparativa.
Il programma del convegno e gli interventi degli esperti
I lavori si apriranno con i saluti istituzionali dell’assessora alla Legalità e Sicurezza del Comune di Verona, Stefania Zivelonghi, del presidente dell’Ordine degli Avvocati di Verona, Mauro Regis, e del direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Verona, Giuseppe Comotti.
L’introduzione e la moderazione saranno affidate all’avvocato Claudio Avesani, consigliere dell’Ordine degli Avvocati.
Il programma prevede diversi contributi dedicati agli aspetti giuridici, criminologici e applicativi della giustizia riparativa.
- Franca Mangano, presidente dell’Ottava Sezione civile della Corte d’appello di Roma, approfondirà i principi e la disciplina del modello riparativo.
- Marco Bouchard, presidente di Rete Dafne Italia, proporrà una riflessione sulle tre forme del riparare e sul riconoscimento dei fatti e delle persone.
- Elisa Lorenzetto, avvocata penalista e professoressa dell’Università di Verona, affronterà il ruolo della difesa penale nel nuovo paradigma.
- Adolfo Ceretti, professore ordinario di Criminologia all’Università di Milano-Bicocca, interverrà sul concetto di “giustizia dell’incontro”.
- Silvio Masin, del Centro per la Giustizia Riparativa del Comune di Verona, presenterà esperienze maturate nell’attività quotidiana sul territorio.
Il confronto metterà in relazione la dimensione teorica e normativa con le esperienze concrete di mediazione e riparazione.
Il ruolo della vittima e della comunità nei percorsi riparativi
Uno dei temi principali dell’iniziativa sarà il riconoscimento della centralità della vittima.
La giustizia riparativa considera infatti non soltanto la responsabilità della persona che ha commesso l’offesa, ma anche i bisogni di chi ne ha subito le conseguenze.
Il percorso può offrire uno spazio nel quale esprimere il proprio vissuto, porre domande e affrontare gli effetti personali del fatto, sempre nel rispetto della volontà dei partecipanti.
Allo stesso tempo, il modello attribuisce rilievo alla responsabilizzazione dell’autore dell’offesa e al possibile coinvolgimento della comunità.
La riparazione non coincide necessariamente con un risarcimento economico. Può assumere forme differenti, legate al riconoscimento del danno, al dialogo e agli impegni eventualmente individuati attraverso il percorso.
La presenza di mediatori formati serve a garantire che il confronto si svolga secondo modalità adeguate alla situazione e alle esigenze delle persone coinvolte.
Formazione professionale, previsti tre crediti per gli avvocati
Il convegno è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Verona con tre crediti formativi in diritto processuale penale.
Per gli iscritti all’Ordine degli Avvocati, la registrazione deve essere effettuata attraverso la piattaforma Riconosco.
È inoltre in corso la procedura di accreditamento presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Verona.
L’iniziativa rappresenta quindi anche un’occasione di aggiornamento per i professionisti interessati alle novità introdotte dalla disciplina della giustizia riparativa.
Convegno sulla giustizia riparativa a Verona: data, orari e sede
L’appuntamento è fissato per venerdì 30 ottobre 2026, dalle ore 14.30 alle 18.00.
La sede sarà la Sala conferenze “Sandro Ruffo” del Museo di Storia Naturale di Verona, in Lungadige Porta Vittoria 9.
Il convegno è promosso dal Comune di Verona insieme all’Ordine degli Avvocati, all’Università di Verona, al centro di ricerca Neg2Med e alla Fondazione Don Calabria per il Sociale.
Al centro dell’incontro ci sarà una concezione della giustizia che, accanto all’accertamento del reato, riconosce l’importanza dell’ascolto, della responsabilità e della ricostruzione delle relazioni.
L’esperienza della Cittadella della Giustizia Tina Anselmi e il contributo degli esperti permetteranno di approfondire le possibilità offerte dai percorsi riparativi e il loro inserimento nel sistema giuridico italiano.
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