Un’importante operazione antimafia coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Brescia ha scoperchiato un vasto sistema criminale legato alla ‘Ndrangheta operativa in territorio bresciano. Polizia di Stato e Guardia di Finanza, insieme ai Carabinieri del Comando provinciale di Brescia, hanno eseguito 25 misure cautelari, numerose perquisizioni in tutta Italia e un sequestro di beni per oltre 1,8 milioni di euro.
La rete criminale: attività e accuse
L’organizzazione, riconducibile alla cosca calabrese Tripodi, era dedita a estorsioni, traffico di armi e droga, riciclaggio, usura e reati tributari, con un modus operandi aggravato dal metodo mafioso. Tra i reati contestati, emerge il grave capo d’accusa di scambio elettorale politico-mafioso, dimostrazione dell’infiltrazione della criminalità organizzata nelle istituzioni locali.
I coinvolti: politica e religione intrecciati al crimine
- Giovanni Acri, ex consigliere comunale di Brescia in quota Fratelli d’Italia.
- Mauro Galeazzi, ex esponente della Lega a Castel Mella, già arrestato in passato per tangenti.
- Suor Anna Donelli, accusata di essere un tramite tra l’organizzazione e i membri detenuti in carcere.
Secondo le indagini, Galeazzi avrebbe ricevuto da Stefano Terzo Tripodi, esponente della cosca, la proposta di ottenere voti in cambio di appalti pubblici nelle elezioni comunali di Castel Mella del 2021. La suora, invece, sarebbe stata utilizzata per mantenere i collegamenti tra i membri dell’associazione mafiosa e i detenuti.
Un’operazione su vasta scala
Le perquisizioni e i provvedimenti cautelari hanno coinvolto nove province: Brescia, Reggio Calabria, Milano, Como, Lecco, Varese, Verona, Viterbo e Treviso. L’azione congiunta di forze dell’ordine e magistratura rappresenta un colpo significativo alla rete criminale che, secondo gli investigatori, agiva per rafforzare il proprio potere economico e la fama criminale del gruppo.
Scambio politico-mafioso e infiltrazioni negli appalti
Il cuore dell’inchiesta è lo scambio elettorale politico-mafioso, una pratica che mira a consolidare il potere della cosca attraverso favori politici e il controllo degli appalti pubblici. Gli investigatori hanno documentato come la cosca Tripodi abbia cercato di sfruttare legami politici per ottenere vantaggi patrimoniali illeciti, confermando la profonda capacità infiltrativa della ‘Ndrangheta.
Un segnale importante contro la criminalità organizzata
L’operazione dimostra l’efficacia del coordinamento tra le forze dell’ordine e la magistratura nella lotta contro la criminalità organizzata. Tuttavia, sottolinea anche la persistente pericolosità della ‘Ndrangheta, capace di intrecciarsi con politica e istituzioni per rafforzare il proprio dominio.