Piano di razionalizzazione Poste Italiane: 11 uffici veronesi colpiti

Cinque chiusure nel capoluogo, sei riduzioni di orari in provincia. Cgil protesta: «Scelte inaccettabili per un'azienda pubblica solida»

Ufficio postale Bonavicina

Poste Italiane ha avviato un piano di razionalizzazione che prevede chiusure e riduzioni di orario per oltre 500 uffici in tutta Italia. Nella provincia di Verona, saranno coinvolti 11 uffici, con cinque chiusure nel capoluogo e sei rimodulazioni degli orari di apertura in provincia.

Le chiusure a Verona

Gli uffici postali che verranno chiusi si trovano in:

  • Via XX Settembre;
  • Via Marco Polo;
  • Quinzano;
  • Mizzole;
  • Interporto.

Queste decisioni, denunciano i sindacati, penalizzeranno interi quartieri. I residenti a Quinzano dovranno spostarsi a Via Mameli o ad Avesa, mentre quelli di Veronetta dovranno raggiungere Borgo Venezia. Situazioni simili per i cittadini di Via Marco Polo, che saranno costretti a rivolgersi agli uffici di San Zeno o del Chievo, e per gli abitanti di Mizzole, che dovranno percorrere tre chilometri fino a Montorio.

Le proteste della Cgil

La Slc Cgil e la Cgil Verona contestano duramente il piano, evidenziando che Poste Italiane è un’azienda pubblica solida, con bilanci positivi da oltre dieci anni. «Poste Italiane non ha problemi economici, quindi non si capisce perché razionalizzare gli uffici,» dichiarano i sindacati. «Queste scelte scaricano l’incapacità organizzativa sui cittadini, soprattutto sui più fragili come gli anziani.»

Secondo i sindacati, il problema sarebbe da ricercare nella carenza di personale, che rende il lavoro nelle Poste sempre meno attrattivo. «I carichi di lavoro sono aumentati e il turn over è insufficiente. Abbiamo più volte chiesto un confronto trasparente con l’azienda, ma le nostre richieste sono state ignorate,» aggiungono.

Gli uffici coinvolti in provincia

In provincia, sei uffici subiranno una rimodulazione degli orari o dei giorni di apertura. I dettagli non sono ancora stati definiti, ma è chiaro che i cittadini delle aree interessate dovranno affrontare disagi significativi per accedere ai servizi postali.

La richiesta di rivedere il piano

Il 19 novembre, la Cgil ha inviato una richiesta ufficiale a Poste Italiane per rivedere il piano di razionalizzazione, sottolineando l’importanza di mantenere la capillarità del servizio. «Poste Italiane è l’azienda con il maggior numero di dipendenti in Italia, ma sembra inseguire logiche di profitto tipiche di un’azienda privata in crisi. Questo non è accettabile per una società pubblica,» concludono i rappresentanti sindacali.

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