Rapina al Money Transfer di Peschiera: arrestati i tre presunti responsabili

Identificati e arrestati i tre uomini accusati della rapina armata all'agenzia “One Up Money Transfer” di Peschiera del Garda avvenuta lo scorso agosto. Decisivi i rilievi sul casco lasciato da uno dei rapinatori.

carabinieri

La mattina del 22 novembre i carabinieri di Peschiera del Garda hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre uomini, due di nazionalità brasiliana e uno italiano, accusati della rapina a mano armata avvenuta il 9 agosto scorso presso l’agenzia “Trasferimento di denaro in una sola volta”. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona, ha portato a delineare un quadro indiziario che coinvolge direttamente i tre sospettati.

La rapina e la fuga

Il 9 agosto, nel pomeriggio, un uomo con il volto coperto e armato di pistola ha fatto irruzione nel Money Transfer. Dopo una violenta colluttazione, ha colpito il titolare con il calcio dell’arma, causandogli ferite guaribili in 12 giorni, e si è impossessato di circa 12.000 euro in contanti. Subito dopo, il rapinatore è fuggito a bordo di una motocicletta rubata, guidato da un complice che lo attendeva all’esterno dell’agenzia.

Le indagini hanno poi rivelato la presenza di un terzo complice, che ha facilitato la fuga prelevando i due rapinatori con un furgone in un punto prestabilito, consentendo loro di dileguarsi e nascondersi.

Le indagini e la svolta del casco

Immediatamente dopo la rapina, i carabinieri hanno raccolto le prime informazioni dalla vittima e hanno analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza nella zona. Tuttavia, un elemento cruciale è emerso grazie agli accertamenti della Scientifica: uno dei rapinatori aveva lasciato sul luogo del delitto un casco, che si è rivelato fondamentale per l’identificazione.

Le impronte digitali trovate sul casco hanno consentito agli investigatori di risalire al responsabile e di collegare gli altri due complici. L’analisi dei movimenti del furgone utilizzato per la fuga ha completato il quadro probatorio, permettendo di ricostruire il coinvolgimento specifico di ciascun indagato.

Gli arresti e il quadro giudiziario

Il Gip del Tribunale di Verona, su richiesta dell’Autorità Giudiziaria, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i tre uomini, di età compresa tra i 33 ei 50 anni. Uno di loro era già detenuto a Prato per altri reati. Gli arresti sono stati effettuati la mattina del 22 novembre, ei tre sospettati sono stati trasferimento nelle rispettive case circondariali.

L’accusa formale è di rapina aggravata in concorso, con l’aggravante dell’uso di un’arma e delle lesioni provocate alla vittima. Il processo consentirà ora di verificare nel dettaglio le responsabilità dei tre imputati.

Un colpo studiato ma mal gestito

L’episodio di Peschiera del Garda dimostra come anche i piani criminali più elaborati possano fallire a causa di errori apparentemente banali. Il casco dimenticato, insieme alla prontezza investigativa dei carabinieri, è stato determinante per risolvere il caso.

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