Le farmacie del Veneto sono in tilt a causa di gravi problemi tecnici che affliggono la piattaforma delle ricette elettroniche. Da mercoledì 23 ottobre, i farmacisti si trovano costretti a scusarsi con i pazienti in coda per il ritiro dei farmaci prescritti dai medici di medicina generale. Le ricette inserite nella piattaforma non arrivano a destinazione o vengono perse, rendendo impossibile l’erogazione dei medicinali. La denuncia arriva direttamente da Federfarma Veneto, che segnala un disservizio che sta creando disagi enormi sia ai pazienti che ai farmacisti.
Un blocco che dura da giorni
I problemi con la piattaforma informatica sono iniziati il 12 ottobre, ma negli ultimi due giorni si sono aggravati, con il Sistema di accoglienza delle ricette elettroniche che è andato completamente in blocco. Secondo Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto, il malfunzionamento ha reso impossibile l’erogazione dei farmaci prescritti, e i cittadini, che si aspettavano di ritirare i medicinali al banco, si sono trovati a mani vuote. La situazione sta causando peregrinazioni dei pazienti, costretti a tornare ripetutamente in farmacia nella speranza che le ricette vengano finalmente caricate nel sistema.
Il disservizio colpisce farmacisti e cittadini
I farmacisti sono in prima linea nell’affrontare le difficoltà. Come spiega Bellon, senza una ricetta caricata a sistema, non è possibile erogare i farmaci richiesti, lasciando i pazienti senza cure. «Non possiamo garantire il servizio a cui i cittadini hanno diritto, non per nostra volontà ma per problemi tecnici al sistema», aggiunge il presidente di Federfarma. La situazione è aggravata dal fatto che, in alcuni casi, le ricette caricate dai medici scompaiono quando il sistema va in blocco, senza possibilità di recupero.
Proposta di Federfarma: ritorno temporaneo alla carta
Di fronte a questa emergenza, Federfarma Veneto propone una soluzione temporanea: tornare all’uso del ricettario rosso. In casi di blocco del sistema, i medici di medicina generale potrebbero tornare a stampare le prescrizioni o utilizzare il vecchio sistema cartaceo, garantendo così l’erogazione dei farmaci urgenti. Bellon riconosce che si tratterebbe di un passo indietro rispetto alla digitalizzazione, ma ritiene che, in situazioni come questa, sia l’unica via per evitare che i pazienti restino senza farmaci essenziali.