Ieri, al Parco delle Mura di Verona, si è svolta la solenne cerimonia in ricordo dell’81° Anniversario dell’Eccidio della Divisione Acqui a Cefalonia e Corfù. L’evento si è tenuto di fronte al monumento realizzato dallo scultore, partigiano e poeta Mario Salazzari nel 1966, in onore dei numerosi veronesi caduti durante quei tragici eventi.
Alla commemorazione hanno partecipato numerose autorità, tra cui il sindaco di Verona Damiano Tommasi, la senatrice Isabella Rauti in rappresentanza del ministero della Difesa, e diversi rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose. Tra i presenti, anche il prefetto Demetrio Martino, il Comandante del Comfoter di Supporto Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala, e il presidente dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui, Claudio Toninel. Accanto a loro, numerosi gonfaloni di comuni e associazioni provenienti da tutta Italia, compresi quelli di Firenze e dell’Università degli Studi di Padova, decorati con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Per la prima volta, non vi erano tra i presenti i reduci della Divisione Acqui, assenti a causa dell’età avanzata o per la loro recente scomparsa. Tuttavia, a rendere ancora più sentita la cerimonia è stata la partecipazione degli studenti dell’Istituto S.M. Betteloni, che con il loro coinvolgimento testimoniano l’importanza di trasmettere la memoria storica alle nuove generazioni.
L’eccidio di Cefalonia e Corfù: un capitolo doloroso della storia italiana
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, le truppe tedesche sull’isola di Cefalonia chiesero la resa alla Divisione Acqui. Il comandante italiano non solo rifiutò, ma intimò a sua volta la resa ai tedeschi il 14 settembre. La risposta fu un violento attacco aereo e terrestre che costrinse le forze italiane, in netta inferiorità numerica e senza supporto aereo, a capitolare il 22 settembre. Nonostante la resa, i tedeschi giustiziarono 4.800 soldati e 341 ufficiali italiani, tra cui il comandante della divisione. Altri 2.000 militari persero la vita quando la nave su cui venivano trasferiti fu affondata.
Secondo un approfondito studio condotto da Silvano Lugoboni del Comando Forze Operative Terrestri di Supporto, solo a Cefalonia si contavano 471 soldati veronesi, con pesanti perdite tra cui 18 fucilati, 14 deceduti, e 87 dispersi. Tra loro, 163 furono le vittime veronesi complessive, mentre altri 220 furono internati come prigionieri militari.
Il monumento a Verona
Il monumento veronese, inaugurato nel 1966 alla presenza dell’allora presidente del Consiglio Aldo Moro, è un simbolo della memoria collettiva in onore dei caduti della Divisione Acqui. L’opera di Mario Salazzari vuole ricordare il sacrificio dei soldati italiani, in particolare quelli veronesi, che persero la vita a Cefalonia e Corfù.
La cerimonia e il messaggio del Sindaco
Durante la cerimonia sono state deposte tre corone d’alloro: una in nome del Governo, una del Comune di Verona e una dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui. Il sindaco Damiano Tommasi, nel suo discorso, ha sottolineato l’importanza di alimentare il dialogo e la cooperazione tra le istituzioni per evitare che tragedie come quella dell’eccidio di Cefalonia si ripetano. “La memoria è un dovere, un tributo ai tanti uomini e donne che hanno lottato per la libertà e la democrazia di cui oggi godiamo”, ha affermato il sindaco, rimarcando la responsabilità delle istituzioni nel mantenere viva questa eredità.
L’evento è stato preceduto dalla deposizione di una ghirlanda al monumento dedicato al generale Salvatore Pianell, presso i giardini di viale Piave, in occasione del 142° anniversario del conferimento della cittadinanza onoraria al primo comandante del corpo d’armata di Verona dopo la dominazione asburgica.
Con la partecipazione attiva delle nuove generazioni e il coinvolgimento delle istituzioni, Verona ha dimostrato ancora una volta il suo impegno nel custodire e tramandare la memoria storica.