Hanna Shabratska, 56 anni, e suo figlio Oleksiy, 19 anni, sono scomparsi nella serata di ieri, martedì 16 luglio, dopo una giornata trascorsa sul Lago di Garda. Originari dell’Ucraina, si erano trasferiti a Vallarsa, in Trentino, in seguito allo scoppio del conflitto nel loro paese d’origine. La loro scomparsa è stata denunciata dal marito di Hanna, preoccupato per il mancato rientro della moglie e del figlio a Rovereto, dove la famiglia risiede attualmente.
Le operazioni di ricerca, coordinate dai carabinieri della compagnia di Riva del Garda, si stanno concentrando principalmente nella zona di Punta Lido. Grazie agli accertamenti condotti sui telefoni dei due scomparsi, è stato possibile restringere l’area di ricerca. Le squadre specializzate di ricerca in acqua stanno scandagliando il fondale del lago in quella zona, che raggiunge una profondità di 8 metri ed è soggetta a forti correnti.
Hanna e Oleksiy avevano lasciato borse e asciugamani sulla spiaggia di Punta Lido, suggerendo che potrebbero essersi avventurati in acqua prima di scomparire. Le autorità stanno utilizzando ogni risorsa disponibile, inclusi sommozzatori e unità cinofile, per localizzare madre e figlio. La comunità locale è in allerta, con molti volontari che partecipano attivamente alle ricerche.
La notizia ha sconvolto la comunità di Rovereto, dove la famiglia si era stabilita da tempo. I residenti esprimono preoccupazione e speranza per il ritrovamento di Hanna e Oleksiy, ricordati come persone tranquille e ben integrate nel tessuto sociale locale. La storia della loro fuga dall’Ucraina a causa del conflitto e il successivo insediamento in Trentino aveva suscitato grande solidarietà nella comunità.
Le autorità chiedono a chiunque abbia informazioni di contattare immediatamente i carabinieri di Riva del Garda. Ogni dettaglio potrebbe rivelarsi cruciale per le indagini in corso. La ricerca continuerà senza sosta nelle prossime ore, con l’obiettivo di ritrovare Hanna e Oleksiy e di fare luce sulle circostanze della loro scomparsa.
La comunità si stringe attorno alla famiglia, offrendo supporto e solidarietà in un momento così difficile. L’attenzione resta alta mentre le operazioni di ricerca proseguono, con la speranza di un esito positivo.