Marco Campagnari, accusato dell’omicidio del padre Franco, ha trascorso le prime ore in carcere a Montorio, un istituto penitenziario noto per il sovraffollamento e i problemi legati ai detenuti con patologie psichiatriche.
Campagnari, 46 anni, accusato di aver ucciso il padre Franco Campagnari, è stato portato nel carcere di Montorio, dove ha trascorso la sua prima notte in detenzione in modo tranquillo. Arrivato in serata dopo essere stato dimesso dall’ospedale Pederzoli, è stato sistemato in infermeria a causa di un recente intervento chirurgico. Il suo avvocato, Massimo Galli Righi, dovrebbe incontrarlo oggi per definire la strategia difensiva in vista del prossimo interrogatorio.
Montorio è un carcere sotto pressione sia per il numero di detenuti che per i problemi interni. La struttura ospita numerosi detenuti tossicodipendenti e con disturbi psichiatrici, mentre il personale è insufficiente per gestire adeguatamente la situazione. Il recente caso di Fabiano Visentini, suicidatosi per la mancata somministrazione di farmaci, ha evidenziato ulteriormente le carenze dell’istituto.
Nel carcere sono detenuti anche altri personaggi noti, come Chico Forti e Filippo Turetta. Forti, condannato per omicidio negli Stati Uniti, è stato trasferito a Montorio per consentire alla madre, anziana, di vederlo dopo molti anni. Turetta, invece, è in una sezione protetta per detenuti accusati di crimini contro donne e bambini, per evitare ritorsioni da parte degli altri detenuti.
Giacomo Bozzoli, condannato per l’omicidio dello zio, è stato trasferito a Bollate, un carcere considerato modello per la vivibilità, per permettere l’applicazione della misura dell’isolamento diurno senza i problemi di sovraffollamento presenti a Canton Mombello.