L’associazione Verona per la Libertà, in collaborazione con il Sindacato Libero e con il sostegno dell’associazione Veneto-Russia, ha lanciato una campagna di manifesti a Verona. Questa iniziativa, caratterizzata dallo slogan “La Russia non è il mio nemico” e da un’immagine che rappresenta una stretta di mano tra le bandiere italiana e russa, è stata ideata per promuovere un messaggio di pace e di unione tra i popoli.
Recentemente, una versione leggermente modificata di questa immagine, con lo slogan “Il popolo italiano non è il mio nemico”, è apparsa in un manifesto nella città di Donetsk il 19 giugno. Questa azione ha suscitato reazioni contrastanti, con Verona per la Libertà che ha colto l’occasione per rispondere alle accuse di finto pacifismo mosse da +Europa Verona. Quest’ultima aveva criticato l’associazione, accusandola di insensibilità verso la sofferenza del popolo ucraino e di complicità con un paese accusato di aggressione militare.
Verona per la Libertà ha dichiarato di non avere alcun legame con l’organizzazione che ha affisso il manifesto a Donetsk, sottolineando che il vero significato del loro messaggio di pace risiede nell’unione tra i popoli, indipendentemente dagli interessi della NATO e dalla corsa agli armamenti promossa da un’Europa influenzata dagli Stati Uniti. L’associazione sostiene che queste dinamiche internazionali hanno causato sofferenze al popolo ucraino, la prima vittima di tali giochi geopolitici.
D’altra parte, i sostenitori dell’Ucraina, che considerano Donetsk una città ucraina, vedono in questa campagna un segnale della possibile influenza della propaganda russa dietro l’iniziativa veronese.