La banda, attiva nel quartiere di Borgo Roma, è accusata di furti, rapine e detenzione di stupefacenti, aggravati dall’associazione a delinquere. Davanti alla gip Livia Magri si sono presentati tutti i ragazzi arrestati nel luglio 2022 durante un’operazione della polizia scaligera.
Circa metà degli imputati aveva raggiunto un accordo con la procura per patteggiare. Tuttavia, le sette richieste sono state respinte dalla giudice Magri poiché ritenute troppo lievi. Laura Tedesco del Corriere di Verona riporta che i sette membri della gang dovranno tornare tra un mese con nuovi accordi che prevedano pene più severe.
Per altri tre imputati, quella di ieri potrebbe essere stata l’ultima comparizione in tribunale. I tre avevano scelto il rito abbreviato, che si è concluso con tre condanne, la più grave delle quali a 5 anni di reclusione per un 22enne, responsabile anche del sequestro e del pestaggio di un minorenne.
Tre imputati sono stati prosciolti, mentre altri tre sono stati rinviati a giudizio. La decisione della gip sottolinea l’importanza di pene più severe per combattere efficacemente la criminalità giovanile. La baby gang Qbr aveva seminato il terrore nel quartiere di Borgo Roma, coinvolgendo molti giovani in attività criminali che andavano dai furti alle rapine, fino alla detenzione di droga.
L’arresto dei membri della gang nel luglio 2022 aveva segnato un passo importante nella lotta contro la criminalità giovanile nella zona. Le autorità auspicano che le condanne e i nuovi patteggiamenti possano servire da deterrente per futuri reati e aiutare a ristabilire la sicurezza nel quartiere di Borgo Roma.
La decisione della giudice Magri di respingere i patteggiamenti troppo lievi è stata accolta con favore dalla comunità, che chiede giustizia e pene adeguate per i reati commessi.
Una giustizia equa e rigorosa è essenziale per prevenire il ripetersi di tali fenomeni e garantire che i responsabili delle attività criminali siano puniti in modo adeguato.