Lavoro sicuro e giusto: la campagna della Cgil per i diritti dei lavoratori

Iniziative e mobilitazione per un'occupazione stabile ed equamente retribuita

Contro l’abuso dei contratti a termine, i licenziamenti ingiustificati, le catene di subappalti e la deresponsabilizzazione dei committenti: sono questi i temi centrali dei quesiti referendari promossi dalla Cgil. La raccolta firme per questi referendum è iniziata a livello nazionale il 25 aprile scorso, con l’obiettivo di garantire un lavoro sicuro, stabile e giustamente retribuito.

Per supportare questa campagna nel territorio veronese, lo Spi Cgil Verona ha organizzato oltre 250 banchetti in tutta la provincia, mobilitando attivisti e sostenitori del sindacato fino ai primi di luglio.

Le firme possono essere raccolte sia online (utilizzando lo SPID) sia in presenza, recandosi presso uno dei banchetti predisposti.

“I quattro referendum sul lavoro promossi dalla Cgil interessano anche i pensionati e le pensionate, che come genitori o nonni spesso si trovano ad aiutare figli e nipoti intrappolati nella precarietà lavorativa che ostacola i loro progetti di vita. Un sistema economico che non risponde più alle aspettative di significato e valori che le nuove generazioni attribuiscono al lavoro” spiega Adriano Filice, segretario generale dello Spi Cgil Verona.

“Come pensionati, siamo chiamati a riflettere anche su un altro aspetto cruciale: oggi, i diritti e le tutele conquistati con coraggiose lotte dalle generazioni passate sono spesso messi in discussione o calpestati. Solo una politica miope può ignorare il precipizio sociale che ci si para davanti, con pensioni che arriveranno a malapena a mille euro al mese, senza possibilità di integrazione sociale per quelle ancora più basse. Tutte le proiezioni indicano che questa sarà la norma con il regime del contributivo puro”.

“Negli ultimi anni, abbiamo visto i giovani confinati nel precariato, spesso costretti a emigrare per trovare un lavoro dignitoso e comunque sempre con la prospettiva di una pensione povera. Le pensioni inadeguate sono una condanna ingiusta e iniqua, soprattutto di fronte alle complessità e ai bisogni di cura e assistenza che l’invecchiamento comporta. Dobbiamo ripartire da un lavoro dignitoso per garantire una pensione dignitosa. La lotta per la dignità sul lavoro, per un’occupazione sicura e che offra un futuro, è anche la lotta delle pensionate e dei pensionati” conclude Filice.

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