Canili sovraffollati da pitbull e molossoidi: «Abbandonati da chi non sa gestirli»

Sempre più cani di razze possenti nei canili. L'Enpa: «Ce ne prendiamo cura, ma è difficile che possano venire adottati»

Pitbull, amstaff, rottweiler, corso e altri molossi affollano i canili italiani, abbandonati da proprietari incapaci di gestirli. Questi cani, potenti e resistenti, diventano spesso strumenti pericolosi nelle mani sbagliate.

Crescente emergenza canile

Nelle mani sbagliate, razze come pitbull, amstaff, rottweiler e corso possono diventare strumenti da attacco pericolosi. Spesso selezionate per la loro forza e resistenza, queste razze richiedono competenze specifiche per essere gestite. Tuttavia, negli ultimi anni, sono diventate di gran moda, causando un aumento degli abbandoni da parte di proprietari non preparati.

A livello nazionale, si sono registrate due recenti aggressioni, di cui una mortale, coinvolgendo due bambine. Il fenomeno è radicato anche a livello locale, come confermato dai volontari dell’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali.

L’analisi degli esperti dell’Enpa

Al Rifugio del cane alla Bassona, gestito dall’Enpa, sono ospitati attualmente 155 cani, di cui oltre trenta molossi. Romano Giovannoni, presidente dell’Enpa, sottolinea: «Non si tratta assolutamente di razze da demonizzare a prescindere, ma è necessario saperle gestire con competenza ed equilibrio».

Pitbull, amstaff e altri simili esemplari arrivano al canile a seguito di episodi di morsicatura, atteggiamenti aggressivi, o per ordine giudiziario. Spesso acquistati per moda, questi cani richiedono un impegno maggiore rispetto ad altre razze, un fatto che molti proprietari non considerano.

Il ruolo del canile

Il canile di via Binelunghe lavora per trovare nuove case per questi cani. I cani sprovvisti di microchip vengono portati al canile sanitario per i primi accertamenti sullo stato di salute, microchippatura, profilassi interna ed esterna, e sterilizzazione in caso di animali adulti. Dopo questi passaggi, i cani approdano al Rifugio, dove operatori e volontari si prendono cura di loro, garantendo la loro serenità e facendoli uscire due volte al giorno.

Una strategia vincente, ma non per tutti

Nel 2023, il Rifugio ha registrato 178 nuove adozioni. Tuttavia, le adozioni di molossi sono rare. Giovannoni spiega che, nonostante il lavoro dei volontari per il recupero di questi esemplari, è difficile trovare famiglie pronte ad accoglierli.

Il futuro dei canili

Giuseppe Rea, delegato alla tutela degli animali, ha sottolineato che il progetto futuro prevede di spostare anche il canile sanitario dell’Ulss nel Rifugio. Il Comune sta lavorando per ottenere un vicino spazio dell’Agsm, e successivamente, la Regione dovrà approvare l’iter.

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