A oltre nove mesi dall’implementazione, il Sistema Informatico Ospedaliero (SIO) introdotto dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria (AOU) si confronta con persistenti ostacoli, alimentando frustrazione e malcontento tra il personale medico e infermieristico. In risposta a questi continui disagi, la Federazione dei Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche (FP CGIL) insieme a Nursing Up hanno annunciato lo stato di agitazione. Questo movimento prelude a future azioni che vedranno i rappresentanti sindacali e la direzione aziendale incontrarsi presso la Prefettura per discutere e, si spera, conciliare le divergenze al fine di prevenire azioni di sciopero.
Parallelamente, un’iniziativa congiunta tra le due associazioni sindacali mira a lanciare una campagna di sensibilizzazione pubblica. L’obiettivo è duplice: informare la cittadinanza sulle implicazioni negative del SIO e sollecitare un intervento immediato per la sospensione del sistema, incoraggiando, al contempo, gli investimenti in soluzioni alternative più efficienti da parte delle autorità regionali.
Antonio De Pasquale di FP CGIL Verona e Guerrino Silvestrini di Nursing Up hanno condiviso riflessioni preoccupanti sull’impatto quotidiano del sistema in uso. Secondo loro, il SIO ha reso i processi ospedalieri più frammentati e complessi, richiedendo un eccessivo dispendio di tempo e risorse, oltre a generare elevati costi economici. Le procedure complesse, lente e poco intuitive aumentano il rischio di errori e, di conseguenza, il potenziale per controversie legali. La pressione aggiuntiva e lo stress risultanti aggravano le condizioni di lavoro del personale sanitario, già esposto a ritmi intensi e al rischio di burn-out. Di conseguenza, alcuni dipendenti hanno scelto di dimettersi, e si teme che altri possano seguire il loro esempio. Questa situazione solleva interrogativi sulla decisione di implementare un tale sistema in un contesto ampio e complesso come quello di Verona, anziché optare per un ambiente più contenuto e gestibile