Sanità: in Veneto lunghe attese per una colonscopia

Un'analisi dettagliata sulle tendenze di diagnosi, prevenzione e partecipazione allo screening colorettale

Nel 2022, l’Italia ha registrato un incremento delle diagnosi di cancro al colon, con un totale stimato di 48.100 nuovi casi, suddivisi tra 26.000 uomini e 22.100 donne. La mortalità relativa a questa patologia, riferita all’anno precedente, ha toccato quota 21.700 decessi. Queste cifre sottolineano l’importanza cruciale dello screening come metodo di prevenzione, mirato a identificare in anticipo le anomalie precancerose, come i polipi intestinali o i tumori in fase iniziale, attraverso l’esame di campioni fecali per la ricerca di sangue occulto.

La pratica dello screening colorettale mira ad una popolazione adulta, invitandola a partecipare all’iniziativa, generalmente mediante il ritiro di un kit specifico presso le farmacie. In caso di risultati positivi, è consigliata la colonscopia per un esame più approfondito.

Nella regione del Veneto, i programmi di screening per il cancro colorettale hanno preso il via progressivamente a partire dal 2002, con una completa implementazione raggiunta nel 2009. Gli individui bersaglio sono nella fascia d’età 50-69 anni. Dati aggiornati al dicembre 2022 rivelano un elevato tasso di partecipazione post-pandemia, evidenziando una significativa copertura tra i cittadini veneti.

Durante l’anno 2022, su 610.658 cittadini veneti tra i 50 e i 69 anni invitati, 400.675 hanno effettuato il test di ricerca del sangue occulto nelle feci, con un bilancio di 15.934 risultati positivi (4% dei partecipanti), i quali sono stati poi indirizzati verso la colonscopia. Di questi, 13.510 hanno seguito la raccomandazione, con una diagnosi finale di 324 carcinomi e 2.541 adenomi avanzati.

Daniele Canova, presidente regionale Aigo Veneto, ha evidenziato la problematica dei lunghi tempi d’attesa per le colonscopie, nonostante un miglioramento nel richiamo dei soggetti oltre i 60 giorni dal test positivo, passando dal 24,7% nel 2021 all’11,4% nel 2022. Tuttavia, un’apprezzabile percentuale di esami viene eseguita entro tempi accettabili.

L’implementazione degli screening ha portato a una progressiva diminuzione della mortalità da carcinoma colo-rettale in Veneto, con una riduzione significativa sia negli uomini che nelle donne tra il 2000 e il 2021.

Dal 2024, seguendo le raccomandazioni dell’Unione Europea e del Piano Nazionale Prevenzione, il Veneto estenderà l’invito allo screening ai cittadini nella fascia d’età 50-74, prevedendo così un incremento nelle diagnosi precoci e, di conseguenza, un aumento della necessità di gestione endoscopica e chirurgica.

L’Aigo, consapevole dell’importanza della prevenzione e diagnosi precoce, ha promosso un’indagine sui fattori che influenzano l’esito degli screening organizzati in Italia, coinvolgendo oltre 50 strutture in 16 regioni. Questo studio, come sottolineato da Marco Soncini, presidente di Aigo, mira a identificare le barriere alla partecipazione allo screening e a promuovere strategie per superarle, evidenziando una variazione significativa nelle percentuali di adesione tra le diverse regioni italiane.

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