Verona e il Veneto affrontano una crescente ondata di disturbi alimentari tra i più giovani, con casi segnalati già a partire dai 7 anni di età. In occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, specialisti e autorità locali suonano l’allarme, evidenziando una tendenza allarmante esacerbata dalla pandemia del Covid-19. In Veneto, sono oltre 3.000 le persone affette da disturbi del comportamento alimentare, con un migliaio di casi acuti che richiedono ricovero ospedaliero o assistenza in centri specializzati.
Un’impegno della Regione Veneto è testimoniato dalle parole di Luca Zaia, presidente della Regione, che sottolinea l’adozione di un modello clinico progressivo per affrontare questa patologia. Con oltre 20 anni di esperienza, il Veneto si distingue per la sua rete di strutture dedicate, dalla prevenzione all’assistenza post-dimissione, garantendo un supporto a 360 gradi a pazienti e famiglie.
Una piaga sociale in espansione viene riconosciuta anche dall’assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin, che sottolinea l’importanza di strutture specializzate come il nuovo reparto di Neuropsichiatria Infantile all’ospedale di Borgo Trento a Verona. Questo centro, recentemente ampliato, è un esempio di come il territorio si stia attrezzando per rispondere con efficacia a un fenomeno in crescita, che vede i disturbi alimentari sempre più diffusi tra i giovani.
Genitori e prevenzione: L’invito è alla vigilanza e al dialogo, con la necessità di cogliere i primi segnali di disturbi alimentari nei bambini. Le cause sono molteplici, tra cui ansia, stress, pressioni sociali e l’influenza negativa dei social media, che promuovono modelli corporei irrealistici alimentando insicurezza e insoddisfazione.