Aggiornamenti innovativi per il restauro di Ponte Nuovo a Verona: implementazione di ponteggi dinamici

Estate 2024: l'avvio dell'installazione dei nuovi ponteggi regolabili eleva la sicurezza e l'efficienza del progetto

Verona è testimone di un passo avanti significativo nel progetto di restauro del Ponte Nuovo. Durante l’estate, si prevede l’installazione di un avanzato sistema di ponteggi mobili. Questa nuova soluzione, dotata di un meccanismo di sollevamento adattabile, mira a prevenire danni futuri analoghi a quelli causati dall’alluvione dell’Adige in ottobre. L’iniziativa è stata annunciata nella sessione del 12 marzo della quarta commissione consiliare.

L’obiettivo di questo incontro era di arricchire le informazioni già condivise con la comunità attraverso incontri pubblici e dialoghi con i commercianti locali, come evidenziato da Pietro Trincanato, presidente della commissione. Durante la riunione, si è discusso approfonditamente dei tempi di realizzazione del progetto del Ponte Nuovo, attualmente in ritardo di oltre 200 giorni. Tra le novità emerse, spicca l’introduzione del “ponteggio levatoio“, una richiesta specifica del Genio Civile per sostituire la struttura precedente, danneggiata e rimossa dopo l’alluvione.

Trincanato ha precisato che l’installazione del ponteggio mobile avrà luogo progressivamente, coprendo una campata per volta sul lato del ponte rivolto a valle. Questo processo inizierà subito dopo il completamento dei lavori sulla parte montante e il parziale ripristino della circolazione veicolare, previsto tra giugno e luglio. La riapertura parziale permetterà il transito da via Nizza verso Veronetta.

Nonostante le complessità e i costi aggiuntivi che questa soluzione comporta per il Comune – circa 25.000 euro per ogni operazione di sollevamento e riposizionamento del ponteggio – l’investimento complessivo per la ricostruzione e i nuovi lavori ammonta a 750.000 euro. Questa somma sarà parzialmente coperta da fondi di avanzo amministrativo, con ulteriore supporto finanziario richiesto alla Regione Veneto, per un totale di 568.000 euro, come parte dei finanziamenti per gli stati di calamità seguiti alle alluvioni invernali.

La consigliera di opposizione Patrizia Bisinella ha sollevato preoccupazioni riguardo agli imprevisti burocratici incontrati e agli ostacoli sorti dopo l’alluvione, evidenziando l’impatto negativo dell’opera sulla vivibilità e l’economia della zona, già compromessa da altri cantieri. Ha sottolineato la necessità di comunicare date definitive per la riapertura di Ponte Nuovo e di fornire supporto concreto alle parti colpite, criticando l’atteggiamento attendista e sottolineando l’importanza di interventi immediati e di informazioni precise per le associazioni di categoria.

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