L’ex base NATO di Affi diventerà un museo della Guerra Fredda

Grazie al riconoscimento della Sovrintendenza e ai fondi per la sua ristrutturazione.

West Star, precedentemente utilizzata come base dalla NATO, si appresta ad accogliere il pubblico: l’annuncio della designazione come monumento storico da parte della Sovrintendenza segna l’inizio di una nuova era. Questo passo fondamentale facilita l’ottenimento di finanziamenti per la sua conversione in un museo. In breve tempo, sarà inaugurata una mostra permanentemente accessibile al pubblico, che si prevede attrarrà fino a 100.000 visitatori annualmente. L’impressionante collezione di documenti e testimonianze raccolti potrebbe costituire la base per un futuro Centro di Studi sulla Guerra Fredda.

La Sovrintendenza per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio delle province di Verona, Rovigo e Vicenza ha rapidamente conferito alla ex Base di Affi lo status di monumento, un gesto di grande significato. Secondo una dichiarazione del Comune di Affi, questo status non solo apre le porte a finanziamenti europei e nazionali ma segna anche l’avvio di un’importante iniziativa di ricerca dell’Università di Firenze, avvicinando la realizzazione del Museo della Guerra Fredda e assicurando protezione e conservazione a questo luogo di memoria.

Durante una conferenza stampa tenutasi il 16 febbraio, con la presenza del sindaco di Affi, Marco Sega, è stato sottolineato l’impatto significativo di questo riconoscimento per il futuro del sito. L’evento ha messo in luce il vasto lavoro di ricerca svolto dall‘Università di Firenze, il piano di musealizzazione dell’ex struttura militare e l’istituzione di un Comitato Tecnico Scientifico dedicato a promuovere e sostenere l’evoluzione del sito.

Il sindaco Sega ha evidenziato l’importanza di questo riconoscimento, che rappresenta un punto di svolta per l’accesso a fondi cruciali e la tutela del sito. Marco Cofani della Sovrintendenza ha enfatizzato il valore culturale e mnemonico del luogo, grazie al minuzioso lavoro di ricerca svolto, che ha coinvolto un approfondito esame dell’architettura e degli oggetti all’interno del bunker.

Il progetto prevede diversi livelli di esplorazione, pensati per accogliere un’ampia gamma di visitatori, da semplici curiosi a esperti del settore. L’Università di Firenze ha giocato un ruolo chiave, conducendo ricerche approfondite e progettando un futuro promettente per il sito. Il Comitato Tecnico Scientifico, composto da esperti selezionati per le loro competenze, guiderà lo sviluppo del progetto, inclusa l’apertura al pubblico della Galleria e la raccolta fondi necessaria per il museo, stimata in circa otto milioni di euro.

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