Disinnesco della bomba di Parona: il consigliere Bozza contro la scelta della data odierna

L'operazione di disinnesco suscita malcontento tra i residenti di Parona

L’evacuazione di quasi tremila cittadini di Parona è prevista oggi 28 dicembre, in vista dell’operazione di disinnesco di una bomba risalente alla Seconda Guerra Mondiale, recentemente rinvenuta in un cantiere. L’ordigno, situato tra via del Ponte e via Pighi, ha reso necessaria l’adozione di misure precauzionali per garantire la sicurezza della zona circostante. Questo interesserà la cosiddetta “zona rossa”, un’area con un raggio di 755 metri dal punto in cui si trova la bomba.

Le operazioni di disinnesco della bomba sono state programmate per giovedì 28 dicembre, richiedendo l’evacuazione di chi vive o ha un’attività all’interno della “zona rossa”. Gli interessati dovranno lasciare le proprie abitazioni entro le 7.30 del mattino, con il permesso di rientrare solo nel tardo pomeriggio. Questa evacuazione comporterà inevitabili disagi per i residenti, in quanto la “zona rossa” sarà completamente chiusa al traffico e verrà sospeso anche il passaggio dei treni tra Domegliara e Verona.

La scelta di effettuare l’evacuazione in un giorno lavorativo tra Natale e Capodanno non è stata accolta favorevolmente da alcuni residenti. Il consigliere comunale di Forza Italia, Alberto Bozza, ha criticato questa decisione, definendola “non ottimale“. Bozza ha sottolineato che in passato, per motivi logistici e umanitari, si era sempre preferito pianificare queste operazioni durante i fine settimana o in periodi meno complicati delle festività natalizie.

Il consigliere ha spiegato che questa scelta permetteva a coloro che avevano genitori o parenti anziani, o persone con difficoltà motorie, di assistere nell’evacuazione senza dover prendere ferie o permessi. Ha anche sottolineato che, sebbene l’ordinanza fosse di competenza prefettizia, l’amministrazione comunale e il sindaco avrebbero potuto cercare alternative e coinvolgere il quartiere per limitare al massimo i disagi per i residenti di Parona e le loro famiglie, consentendo loro di avere più tempo e riducendo le difficoltà nell’organizzazione dei trasferimenti.

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