La viticoltura veronese continua a distinguersi nel panorama enologico nazionale grazie ai riconoscimenti ottenuti nella Guida Vini 2027 del Gambero Rosso, che ha assegnato numerosi Tre Bicchieri alle produzioni del territorio. Il Veneto conquista complessivamente 49 premi dedicati a vini bianchi, rossi, rosati e spumanti, mentre ben 31 etichette premiate appartengono ad aziende della provincia di Verona.
Il risultato conferma il ruolo centrale della regione nella produzione vinicola italiana. Secondo gli esperti della guida, il peso del Veneto emerge dai numeri: circa 20mila ettari destinati al Prosecco Doc e Docg, 7mila ettari dedicati al Soave e 8mila riservati ai vini rossi della Valpolicella rappresentano una superficie vitata di grande rilevanza nel panorama nazionale.
Tra i vini più premiati spicca ancora una volta l’Amarone della Valpolicella Docg, con tredici etichette inserite nella selezione dei Tre Bicchieri. Il celebre rosso veronese guida la classifica regionale davanti al Valdobbiadene e al Soave, che ottengono sette riconoscimenti ciascuno.
La nuova presenza nella guida arriva da Grezzana, con La Collina dei Ciliegi, azienda che conquista il prestigioso riconoscimento grazie a un vino realizzato con il 70% di garganega coltivata ad alta quota, tra 560 e 610 metri sul livello del mare. Un ingresso che arricchisce una lista composta soprattutto da realtà già affermate nelle precedenti edizioni.
Tra le conferme figurano importanti produttori come Allegrini e Secondo Marco per l’Amarone della Valpolicella e Graziano Prà per il Soave. L’edizione 2027 ribadisce così la solidità delle aziende veronesi più rappresentative, capaci di mantenere elevati standard qualitativi nel tempo.
L’Amarone resta il simbolo della Valpolicella
La selezione dedicata all’Amarone evidenzia una forte continuità tra tradizione e nuove interpretazioni. Le annate presenti spaziano dalla 2017, rappresentata da produttori come Bertani, Gerardo Cesari e Secondo Marco, fino alla 2022 proposta da Lorenzo Begali, Montezovo e Pasqua.
Accanto a questi nomi trovano spazio altre realtà storiche come Ca’ La Bionda, Villa Spinosa e Pietro Zardini. Anche le Famiglie Storiche dell’Amarone sono ben rappresentate con aziende come Allegrini, Bertani, Brigaldara, Lorenzo Begali, Tommasi Viticoltori e Speri.
La guida dedica attenzione anche alle denominazioni meno celebrate ma in crescita. Tra le sorprese dell’edizione emerge Tenuta Sant’Antonio, premiata con i Tre Bicchieri per un Valpolicella della vendemmia 2025 affinato in acciaio, dopo i precedenti riconoscimenti ottenuti con Amarone e Valpolicella Superiore.
Soave, Bardolino e gli altri vini veronesi premiati
La garganega conferma il suo ruolo di protagonista tra i vini bianchi veronesi. Il Soave conquista sette Tre Bicchieri, grazie a produzioni capaci di unire immediatezza, freschezza e capacità di evoluzione nel tempo.
Il Soave Classico viene rappresentato da Le Battistelle, Pieropan, I Campi, Suavia e Graziano Prà, mentre Dal Cero e Agostino Vicentini emergono con il Soave Superiore. Tra le altre etichette riconfermate figurano anche il Capitel Croce di Anselmi e il Lugana di Ottella.
Anche il territorio del lago di Garda trova spazio nella selezione del Gambero Rosso. Le Fraghe e Zeni 1870 valorizzano le diverse sfumature del Chiaretto di Bardolino e del Bardolino Superiore, mentre Cavalchina e Monte del Frà portano alla ribalta il Custoza Superiore, espressione di un vino pensato anche per una lunga evoluzione.
Sul fronte degli spumanti cresce l’attenzione verso il Lessini Durello, dove la durella viene interpretata attraverso il metodo classico nelle riserve di Ca’ Rugate e Fongaro Spumanti.
Un ulteriore riconoscimento arriva per Roeno, protagonista per il quarto anno consecutivo con il Pinot Grigio Rivoli della Doc Terra dei Forti, a conferma dell’impegno nella valorizzazione dei vitigni storici della Val d’Adige.
La Guida Vini 2027 del Gambero Rosso restituisce quindi un’immagine articolata della provincia di Verona, dove convivono grandi denominazioni e produzioni territoriali più di nicchia. La varietà dei suoli, dalle colline ai terreni vulcanici, insieme alla valorizzazione dei vitigni autoctoni, rappresenta il filo conduttore di un comparto orientato verso freschezza, eleganza e identità.
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