I bar rappresentano da sempre uno dei punti di riferimento della vita quotidiana italiana, ma negli ultimi anni la loro presenza sul territorio si è progressivamente ridotta. Anche la provincia di Verona è stata interessata dalla contrazione, con 658 attività perse tra il 2019 e il 2025.
Il dato emerge dall’analisi realizzata da Confesercenti sulla base dei dati delle Camere di commercio. Lo studio prende in esame l’evoluzione del settore della somministrazione e fotografa una riduzione che non riguarda soltanto le grandi città , ma anche i piccoli centri e i quartieri residenziali.
In Italia chiusi oltre 24 mila bar
A livello nazionale, tra il 2019 e il 2025 sono venute meno 24.073 imprese del settore, con una diminuzione del 14,2%. Il numero complessivo dei bar è passato così da 169.839 a 145.766 unità .
La riduzione equivale, secondo l’elaborazione di Confesercenti, a circa 11 attività chiuse ogni giorno. Il fenomeno interessa tanto i locali tradizionali dei piccoli comuni quanto gli esercizi di vicinato presenti nelle aree urbane.
La progressiva diminuzione dei bar viene collegata dall’associazione a una serie di fattori economici e sociali. Tra questi figurano l’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e l’incidenza del costo del lavoro in attività caratterizzate da un’elevata necessità di personale.
A incidere sul settore sono inoltre i cambiamenti nelle abitudini quotidiane. Lo smart working ha modificato i flussi nei centri urbani, mentre la distribuzione dei consumi nelle diverse fasce della giornata e la concorrenza della grande distribuzione e dei servizi di consegna hanno contribuito a trasformare il mercato.
Il Veneto tra le regioni con il calo maggiore
La contrazione non ha interessato in modo uniforme le diverse aree del Paese. Il Centro Italia ha registrato una riduzione di 7.323 attività , pari al 20,8% rispetto al 2019. Seguono il Nordest, con un calo del 16,3%, e il Nordovest, con una diminuzione del 16,1%.
Più contenuta, pur rimanendo negativa, la variazione registrata nel Mezzogiorno, dove la diminuzione è stata del 6,7%, e nelle Isole, con il 6,5%.
Tra le singole regioni, il Veneto ha perso 2.806 bar, registrando una diminuzione del 20,1%. In termini assoluti, la Lombardia presenta la maggiore riduzione con 4.957 attività in meno, seguita dal Lazio con 4.405, dal Veneto con 2.806, dall’Emilia-Romagna con 1.916 e dal Piemonte con 1.915.
Sul piano percentuale, le Marche hanno registrato una diminuzione del 25%, il Lazio del 23,9%, la Valle d’Aosta del 22,2% e il Veneto del 20,1%.
Verona tra le province più colpite
Il dato provinciale colloca Verona tra i territori italiani con la maggiore riduzione numerica. Dal 2019 al 2025 sono 658 i bar che hanno cessato l’attività nel territorio veronese.
La provincia scaligera si trova così nella graduatoria dei territori maggiormente interessati dal fenomeno, dopo Roma, che ha perso 3.990 attività , Milano con 1.828, Torino con 893 e Brescia con 672. Subito dopo Verona si trova Treviso, con 606 bar in meno.
Particolarmente rilevante è il dato relativo alla provincia di Roma, dove la sola Capitale avrebbe perso 2.827 attività , con una riduzione superiore al 30%.
Un fenomeno che riguarda anche la socialitÃ
Per Confesercenti la riduzione del numero di bar non rappresenta esclusivamente una questione legata alle dinamiche economiche delle imprese. I locali di prossimità svolgono infatti anche una funzione sociale, soprattutto nei piccoli comuni e nei quartieri delle città .
Il presidente di Confesercenti Nico Gronchi ha sottolineato questo aspetto, descrivendo il bar come un’attività capace di combinare l’offerta di un servizio, la creazione di occupazione e una funzione di aggregazione.
La diminuzione dei locali può quindi avere conseguenze anche sulla frequentazione degli spazi urbani. Secondo l’associazione, quando vengono meno le attività commerciali di prossimità , alcune strade rischiano di perdere parte della loro capacità di attrarre quotidianamente residenti e frequentatori.
L’impatto economico
La riduzione dei bar avrebbe inoltre prodotto conseguenze sul piano economico. Secondo la stima elaborata da Confesercenti, la contrazione registrata nell’arco di sei anni avrebbe determinato un impoverimento dei territori superiore a 7,2 miliardi di euro, considerando gli effetti su consumi, occupazione e gettito fiscale.
L’associazione ha annunciato per il 28 settembre la presentazione dei dati locali nelle città capoluogo, con l’obiettivo di mostrare l’evoluzione del fenomeno nei diversi territori.
Parallelamente, Confesercenti ha rilanciato una proposta di legge di iniziativa popolare dedicata al contrasto della desertificazione commerciale e alla rigenerazione dei centri urbani e degli abitati.
Il quadro restituito dai dati evidenzia quindi una trasformazione significativa della rete dei pubblici esercizi: in sei anni Verona ha perso 658 bar, mentre a livello nazionale la riduzione ha superato le 24 mila attività . Un fenomeno che coinvolge contemporaneamente la struttura economica del commercio di prossimità e il ruolo dei locali come luoghi di incontro nella vita quotidiana.
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