Una giornata all’insegna della solidarietà, dell’empatia e del sorriso: così si può riassumere la visita che Giovanni Rana, imprenditore simbolo della gastronomia italiana, ha fatto all’Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale della donna e del bambino di Borgo Trento, a Verona. Un gesto di vicinanza concreta, in collaborazione con Abeo – l’Associazione bambino emopatico e oncologico – da sempre punto di riferimento per le famiglie con bambini in cura per leucemie, linfomi e tumori solidi.
Un abbraccio collettivo tra medici, volontari e piccoli pazienti
Accolto calorosamente dal primario Simone Cesaro e dal personale medico e infermieristico del reparto, Rana ha salutato tutti con la sua consueta ironia: «La vedo un po’ magrolino, ma lei li mangia i tortellini?», ha detto sorridendo al direttore, rompendo subito il ghiaccio. Il tour del reparto e del Day hospital ha coinvolto oltre mille emozioni, con la presenza anche dei volontari Abeo, dei coordinatori e delle famiglie, insieme a due piccoli pazienti entusiasti di ricevere i primi pacchi dono.
«Sono felice di essere qui – ha dichiarato Rana – perché conosco e stimo il lavoro di Abeo. Ho trovato un reparto attrezzato, pieno di umanità e calore, reso accogliente anche grazie al contributo creativo dei bambini stessi».
Il valore della solidarietà concreta
Rana non è nuovo al sostegno di Abeo: ogni anno, in occasione del Bacanal del Gnoco, dona migliaia di pacchi di gnocchi, che i volontari cucinano e distribuiscono per raccogliere fondi. «Da questa iniziativa ricaviamo fino a 20mila euro l’anno – spiega Pietro Battistoni, vicepresidente Abeo – fondi che servono a sostenere servizi e progetti per i piccoli pazienti e le loro famiglie».
Ad accompagnare l’imprenditore in reparto c’erano anche Valerio Corradi, presidente del Bacanal del Gnoco, e una rappresentanza dell’associazione. Tutti uniti nel messaggio che Abeo diffonde da anni: la solidarietà è una cura potente, capace di creare legami autentici e offrire sostegno a chi affronta un percorso difficile.
Un impegno che dura nel tempo
Il reparto conta nove posti letto, tre dei quali riservati ai trapianti, e una media di venti accessi giornalieri al Day hospital. Negli ultimi anni, però, si è registrata una riduzione del 10% nei nuovi ingressi, dovuta non a un calo della malattia ma al crollo demografico e alla diminuzione dei pazienti ucraini, penalizzati dalla guerra e dalla difficoltà negli spostamenti, ma anche aiutati da un miglioramento delle cure in patria.
«Siamo orgogliosi di questa visita, che per noi rappresenta un momento di grande commozione – ha concluso Battistoni –. È la conferma che quando la solidarietà incontra l’impegno, si possono costruire percorsi straordinari».