Dopo otto anni di immobilismo, Verona registra un’inversione di tendenza nella raccolta differenziata, con un incremento del 4% che porta la percentuale complessiva al 57%. Il dato, comunicato ufficialmente da Amia all’Arpav, rappresenta un segnale positivo, anche se la città rimane fanalino di coda tra le realtà venete. L’obiettivo fissato dalla Regione è il 65%, soglia che Verona si è impegnata a raggiungere entro il 2026 per evitare sanzioni economiche e poter migliorare i servizi urbani.
Un cambiamento culturale e strutturale
«I nuovi dati confermano che siamo sulla giusta strada», afferma il presidente di Amia, Roberto Bechis. La trasformazione del sistema di raccolta, già conclusa nella settima circoscrizione e in corso nella sesta, sta cominciando a dare i primi frutti. Tuttavia, sottolinea Bechis, il lavoro da fare è ancora tanto: «Il cambiamento richiede un forte impegno collettivo. Oggi Verona produce 60 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno, e circa un terzo è ancora plastica».
L’introduzione del sistema misto di raccolta, con cassonetti ad accesso controllato e porta a porta, è la chiave del piano comunale per ridurre l’indifferenziata. In autunno il nuovo modello sarà esteso anche alla quarta e quinta circoscrizione, che coprono il settore sud-ovest della città.
L’assessore Ferrari: «La svolta parte dai cittadini»
Anche l’assessore all’ambiente, Tommaso Ferrari, esprime soddisfazione per il trend in crescita ma invita alla cautela: «Il 57% è un buon risultato ma siamo ancora gli ultimi in Veneto. Serve una rivoluzione culturale». Il piano prevede un test pilota nel centro storico, in particolare nell’area di piazza Erbe, per le utenze non domestiche. L’obiettivo è familiarizzare le attività commerciali con le nuove modalità di smaltimento e eliminare la pratica diffusa del “sacco nero”, fonte di degrado urbano e problemi igienici.
Obiettivo 2026: più ambiente, meno tasse
Il raggiungimento del 65% è più di una questione ambientale: significa anche meno tasse per i cittadini. Le sanzioni previste dalla Regione in caso di mancato raggiungimento della soglia minaccia di riflettersi sui costi della Tari. «Differenziare meglio i rifiuti significa ridurre i costi e aumentare i servizi», conclude Bechis, invitando i veronesi a sentirsi parte di un cambiamento necessario.
Più sale la differenziata piu sale la tari come mai?