Pecora Brogna della Lessinia: nasce il disciplinare per tutelare la filiera

Un passo avanti per la trasparenza e la valorizzazione di questa razza autoctona

Il Disciplinare di produzione e identificazione della pecora Brogna della Lessinia, riconosciuta come Presidio Slow Food, è finalmente realtà. Presentato durante l’evento di Porta Palio a Verona, il documento rappresenta una garanzia per la filiera produttiva e un’importante tutela per chi acquista prodotti derivati da questa razza ovina autoctona, tipica degli alti pascoli veronesi e vicentini.

Un sistema di certificazione per garantire qualità e autenticità

Il disciplinare introduce un modello di garanzia partecipato, basato su autocertificazione e controlli incrociati tra gli allevatori, i trasformatori e i ristoratori coinvolti nella filiera. Il rispetto delle modalità di allevamento tradizionali, come il pascolo all’aperto, viene verificato direttamente dagli operatori del settore, con il supporto di Slow Food, che partecipa al sistema con un proprio incaricato.

«Abbiamo lavorato a lungo per arrivare a questo risultato – spiega Marcello Volanti, veterinario e tecnico dell’Associazione per la Promozione e la Tutela della Pecora Brogna della Lessinia –. Ora possiamo garantire a chi acquista i prodotti di pecora Brogna, sia carne che lana e derivati, che provengono da allevamenti rispettosi del disciplinare».

Un’etichetta trasparente per il consumatore

I Presidi Slow Food adottano un sistema di etichettatura innovativo, che racconta nel dettaglio le tecniche produttive, i luoghi di origine e le modalità di allevamento. Questo metodo consente ai consumatori di conoscere esattamente ciò che acquistano e, grazie ai controlli pubblici, le informazioni riportate sono soggette a verifica e sanzioni in caso di dichiarazioni false.

«Si tratta di un sistema sicuro e trasparente – sottolinea Raffaella Ponzio, responsabile nazionale Presidi Slow Food –. L’etichetta narrante permette di tracciare tutto il processo produttivo, dando valore alla qualità e alla sostenibilità della pecora Brogna».

Un patrimonio da tutelare: solo 1.300 esemplari rimasti

L’evento di Porta Palio ha puntato anche a sensibilizzare il pubblico sulla necessità di proteggere la pecora Brogna, una razza considerata a rischio estinzione. Attualmente, infatti, gli esemplari censiti tra Verona e Vicenza sono poco più di 1.300, un numero in costante diminuzione.

Questa pecora di stazza medio-piccola non è solo un importante simbolo della biodiversità locale, ma svolge anche un ruolo fondamentale nella manutenzione del territorio, contribuendo alla pulizia dei pascoli scoscesi e al contenimento delle erbe infestanti.

«Grazie al riconoscimento come Presidio Slow Food, riusciamo a valorizzare questa razza anche fuori regione – spiega Benedetta Bongiovanni, allevatrice e presidente dell’associazione –. Promuovere la pecora Brogna significa tutelare il nostro territorio e il lavoro degli allevatori».

Una manifestazione tra tradizione e innovazione

L’evento si è aperto con il mercatino dei produttori locali e una mostra fotografica del fotografo Marco Malvezzi, dedicata alla Lessinia. Il convegno principale, dal titolo “La pecora Brogna nel Presidio Slow Food: Garanzia e Qualità”, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali tra cui il presidente della Provincia Flavio Pasini, il senatore Paolo Tosato e i consiglieri regionali Alberto Bozza, Stefano Valdegamberi ed Enrico Corsi.

Grande successo anche per i laboratori sulla lana, tra cui “Cuori e gomitoli”, per imparare l’arte della maglia, e “Cuori di lana”, dedicato ai più piccoli con attività sulla lavorazione del feltro.

L’obiettivo è rendere questa iniziativa un appuntamento annuale, per continuare a promuovere e proteggere un patrimonio storico e gastronomico del territorio veronese.

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