Innovazioni sostenibili, riduzione TARI per donazioni alimentari

Verona premia le imprese solidali con benefici fiscali per la riduzione dello spreco alimentare

Il comune ha annunciato una riduzione sulla tariffa rifiuti per quelle imprese che contribuiscono alla donazione di surplus alimentare. Questo aggiornamento regolamentare, approvato dal consiglio comunale, estende il vantaggio fiscale – corrispondente all’80% della quota variabile della tariffa – a tutte le imprese che partecipano alla distribuzione di cibo invenduto. Queste donazioni, gestite attraverso enti di beneficenza, supporteranno sia persone in difficoltà che l’alimentazione degli animali, evitando che diventino rifiuti.

La pratica di recuperare cibo invenduto è già una realtà consolidata nella zona, grazie al progetto Rebus, che finora ha coinvolto principalmente associazioni e il settore non profit. Con questa nuova misura, l’ambito di applicazione si allarga a comprendere un ventaglio più ampio di attività commerciali e produttive, incentivando così un approccio solidale alla gestione del surplus alimentare e minimizzando la produzione di rifiuti.

Il beneficio fiscale mira a stimolare un maggior numero di aziende a partecipare a questa iniziativa, con una riduzione della tariffa proporzionata alla quantità di cibo donato.

 

È una situazione vantaggiosa per tutti,” ha commentato l’assessore alle politiche sociali, esaltando questa iniziativa come un esempio di come il dialogo e la collaborazione con il settore produttivo possano portare a risultati concreti e benefici collettivi.

Parallelamente, il consiglio ha discusso di urbanistica, approvando la riclassificazione di certe aree edificabili e l’aggiornamento annuale del registro delle zone colpite da incendi nel 2022, escludendo quelle aree che sono state elencate per oltre 15 anni.

La sessione ha inoltre reso omaggio a un ex consigliere comunale recentemente scomparso e ha visto il dibattito su questioni di attualità, come l’anticipazione dei lavori per la filovia e la controversia sull’acquisto di un’opera d’arte per la Casa di Giulietta, criticata da alcuni come uno spreco di fondi pubblici. Quest’ultimo punto ha suscitato discussioni sull’opportunità di investire in opere d’arte di importanza relativa, evidenziando la tensione tra la valorizzazione del patrimonio culturale e la gestione delle priorità cittadine.

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