Nella giornata di giovedì 15 febbraio 2024, i militari della compagnia di Villafranca di Verona hanno concluso con successo una complessa attività d’indagine, culminando nell’arresto di un uomo di 26 anni. Quest’ultimo era oggetto di un ordine di esecuzione di pene concorrenti emesso nel marzo del 2021 dalla Procura della Repubblica di Verona. Condannato per reati quali rapina, furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, l’uomo era latitante da più di tre anni, con i suoi crimini risalenti al periodo tra il 2015 e il 2016 nella provincia veronese.
Dopo un’intensa attività di monitoraggio durata tutta la notte, i carabinieri hanno individuato la sua presenza in un’abitazione nella periferia di Castel d’Azzano. Una volta accertata la sua posizione all’interno dell’edificio insieme alla fidanzata e alla proprietaria della casa, i militari hanno proceduto con un’irruzione impeccabile. Tuttavia, di fronte alla vista dei carabinieri, l’uomo ha tentato inutilmente di fuggire arrampicandosi sul tetto.
Nonostante il suo tentativo di fuga, i carabinieri hanno prontamente bloccato ogni possibile via di scampo e proceduto con l’arresto. Dopo le formalità di notifica del provvedimento e le procedure di fotosegnalamento, l’uomo è stato condotto presso la casa circondariale di Verona Montorio. Le due donne presenti nell’abitazione sono state invece sottoposte all’attenzione dell’autorità giudiziaria per valutare la loro posizione in relazione all’accaduto.
È importante sottolineare che, secondo quanto dichiarato dai militari, l’arresto è stato effettuato sulla base di iniziative proprie del comando procedente. Inoltre, il principio della presunzione d’innocenza rimane valido fino a quando non sia emessa una sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe nei confronti dell’uomo coinvolto nelle indagini.