Durante l’ultimo sopralluogo effettuato sabato 13 aprile al cantiere di Via Città di Nimes, i membri dell’associazione “Giuseppe Barbieri” hanno espresso forti perplessità riguardo alla promessa di riaprire l’area entro giugno. L’indagine sul posto ha evidenziato una serie di problematiche strutturali e organizzative che potrebbero significativamente ritardare i lavori.
Smascherata la falsità della consegna al 10 aprile, secondo i membri dell’associazione, non vi erano le condizioni adatte per procedere con l’asfaltatura della corsia principale, essenziale per la riapertura. Il cantiere, attualmente in uno stato che i tecnici hanno descritto come “impietoso”, mostra chiari segni di mancanza di collegamento dei tombini, indicando un’incompletezza nei sottoservizi.
Inoltre, il deterioramento delle strutture datate 1990 è stato puntualizzato come una problematica nota che avrebbe dovuto essere indirizzata ben prima, evitando sorprese durante le fasi critiche del progetto. Le domande sollevate riguardano la supervisione e la prevenzione, interrogando direttamente il ruolo di Amt3, l’azienda responsabile, nel non aver eseguito i controlli preventivi adeguati.
Gli ingegneri Gian Arnaldo Caleffi, Vincenzo Vasapolli e altri membri del team hanno criticato apertamente il processo di controllo e validazione delle strutture esistenti. Il loro rapporto suggerisce che un mancato controllo tempestivo delle condizioni delle strutture abbia lasciato il progetto vulnerabile a ritardi non necessari. La proposta dell’associazione di coprire il Canale Camuzzoni per deviare il traffico durante i lavori e successivamente trasformarlo in pista ciclabile, evidenzia una soluzione preventiva non adottata.