San Giovanni Lupatoto, scoperte due piantagioni di cannabis

Due persone sono state arrestate dalla Guardia di finanza: sequestrate oltre 20 piante, altre coltivazioni e circa 53 grammi di marijuana

Un’operazione della Guardia di finanza di Verona ha portato alla scoperta di due piantagioni di cannabis allestite in un’area boschiva demaniale di San Giovanni Lupatoto. Due persone residenti in provincia di Verona sono state arrestate mentre si trovavano nella zona delle coltivazioni, estese complessivamente per circa 200 metri quadrati.

Tra gli arrestati figura anche Pier Paolo Spinazzé, conosciuto con il nome d’arte “Cibo”, writer di 44 anni originario di Vittorio Veneto e residente nel territorio lupatotino. L’artista è noto per i suoi interventi sui muri attraverso i quali ha più volte ricoperto simboli nazisti e neofascisti con raffigurazioni ispirate al mondo degli alimenti e della cucina.

Le coltivazioni individuate dall’alto

L’indagine è partita dall’attività di osservazione della Sezione Aerea della Guardia di finanza di Venezia. I sorvoli effettuati dagli elicotteri del Corpo avrebbero permesso di individuare le coltivazioni, che risultavano nascoste dalla vegetazione presente nell’area boschiva.

Dopo l’individuazione delle piantagioni, gli accertamenti sono stati coordinati dalla Procura di Verona e si sono sviluppati nell’arco di diversi mesi. Gli investigatori avrebbero utilizzato anche sistemi di videoripresa e dispositivi di localizzazione satellitare per ricostruire gli accessi alla zona e le modalità con cui le coltivazioni venivano gestite.

Un sistema di irrigazione e fototrappole

Gli approfondimenti avrebbero evidenziato la presenza di una struttura organizzata per mantenere le piante. Le due coltivazioni sarebbero state infatti dotate di un sistema di irrigazione centralizzato, alimentato attraverso alcuni fusti utilizzati per la raccolta dell’acqua.

L’area sarebbe stata inoltre sottoposta a un sistema di controllo a distanza. All’interno della vegetazione erano state posizionate diverse fototrappole, con l’obiettivo di monitorare gli eventuali movimenti nelle vicinanze delle piantagioni e rilevare per tempo la presenza di persone.

Secondo quanto riferito dalle Fiamme gialle, il dispositivo non avrebbe comunque consentito di individuare l’intervento degli investigatori, che sarebbero riusciti a raggiungere l’area mentre i due successivamente arrestati si trovavano sul posto.

Sequestrate piante alte fino a due metri

Al momento dell’intervento, i finanzieri hanno sequestrato circa 20 piante di cannabis, alcune delle quali raggiungevano un’altezza di due metri. Il peso lordo complessivo delle piante è risultato superiore ai 60 chilogrammi.

Oltre alla sostanza vegetale, gli investigatori hanno sequestrato anche le attrezzature utilizzate per la gestione delle coltivazioni.

La quantità effettiva di principio attivo contenuta nelle piante dovrà essere determinata attraverso le analisi di laboratorio. Gli esami serviranno anche a stabilire il numero di dosi potenzialmente ricavabili e, di conseguenza, a effettuare una stima del valore che la produzione avrebbe potuto raggiungere sul mercato illecito.

Le perquisizioni nelle abitazioni

L’attività investigativa è proseguita con le perquisizioni domiciliari nei confronti dei due arrestati. Nel corso degli interventi, in una delle abitazioni sarebbero state trovate e sequestrate altre tre piante di cannabis.

Nell’altra casa, invece, i finanzieri avrebbero rinvenuto circa 53 grammi di marijuana, che sono stati sottoposti a sequestro.

Gli elementi acquisiti nel corso dell’operazione si aggiungono quindi a quanto già individuato nell’area boschiva di San Giovanni Lupatoto.

Proseguono le verifiche nella zona

La Guardia di finanza non ha concluso con gli arresti l’attività di controllo dell’area. Sono infatti in corso ulteriori ricognizioni del territorio boschivo, effettuate anche con il supporto dei mezzi aerei del Corpo.

L’obiettivo delle nuove verifiche è accertare l’eventuale presenza di altre coltivazioni nascoste all’interno della zona.

Le accuse e il procedimento giudiziario

I due arrestati sono indagati per l’ipotesi di coltivazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, prevista dall’articolo 73 del D.P.R. 309 del 1990.

Per entrambi è prevista la comparizione davanti al Tribunale di Verona per la convalida degli arresti e il contestuale giudizio con rito direttissimo, secondo la richiesta della Procura della Repubblica di Verona.

Le responsabilità dei due indagati dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario, mentre gli accertamenti della Guardia di finanza proseguono per ricostruire l’intera attività legata alle coltivazioni e verificare l’eventuale presenza di ulteriori piantagioni nell’area.

Redazione

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