Veneto, approvata la legge regionale sui caregiver familiari

La nuova normativa riconosce il ruolo di chi assiste gratuitamente un familiare non autosufficiente e introduce misure di sostegno, formazione e conciliazione tra cura, studio e lavoro

Il Veneto compie un nuovo passo nel riconoscimento del ruolo dei caregiver familiari, le persone che prestano volontariamente e senza compenso assistenza a un familiare non autosufficiente o colpito da patologie gravi. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proposta di legge dedicata alla valorizzazione e al sostegno di questa figura, con l’obiettivo di inserirla stabilmente all’interno della rete regionale dei servizi sociali e sanitari.

Il provvedimento, promosso dalla vicepresidente della commissione Sanità Chiara Luisetto, dal capogruppo della Lega Riccardo Barbisan e dal presidente della Regione Alberto Stefani, è stato approvato il 29 settembre 2026. La legge prevede un insieme di strumenti destinati sia ai caregiver sia alle persone assistite, mantenendo tuttavia distinta l’attività familiare dai servizi e dalle prestazioni che spettano al sistema pubblico.

Un fenomeno che coinvolge centinaia di migliaia di persone

La dimensione del fenomeno restituisce la rilevanza della nuova normativa. Secondo i dati riportati nel corso dell’iter del provvedimento, in Italia sono circa 8 milioni le persone con più di 15 anni che assistono regolarmente parenti o amici, una quota pari al 15,4% della popolazione.

In Veneto la percentuale sale al 15,9%, con oltre 260 mila persone interessate. Altre stime, elaborate da Cisl Veneto, portano il numero complessivo dei cittadini coinvolti nell’attività di cura fino a circa 600 mila.

Le difficoltà riguardano anche la possibilità di mantenere un normale percorso professionale e formativo. Sempre secondo i dati citati dal sindacato, oltre la metà dei caregiver veneti avrebbe dovuto interrompere il lavoro o gli studi, mentre il 67% svolgerebbe l’attività assistenziale senza un supporto esterno. L’82% segnalerebbe inoltre una condizione di solitudine nel rapporto con le istituzioni.

Il caregiver entra nella rete dei servizi regionali

Uno degli elementi centrali della legge riguarda l’inserimento del caregiver nel sistema integrato dei servizi sociali e sanitari regionali. La figura di chi presta assistenza potrà essere considerata all’interno del Piano assistenziale individualizzato, il Pai, e del progetto di vita della persona assistita.

La normativa chiarisce però che il riconoscimento del caregiver non comporta una sostituzione delle prestazioni che devono essere garantite dai servizi pubblici.

Tra gli interventi previsti figurano attività di orientamento e formazione, che potranno essere messe a disposizione anche prima della definizione del Pai, oltre a supporto psicologico, interventi di sollievo e domiciliarizzazione delle visite specialistiche. La Regione punta inoltre sul ricorso alla telemedicina per facilitare l’accesso alle prestazioni.

Particolare attenzione viene riservata ai giovani caregiver fino ai 24 anni, per i quali sono previsti crediti formativi e strumenti destinati a rendere più compatibili le responsabilità familiari con lo studio e il lavoro. Misure specifiche sono previste anche per i caregiver con più di 65 anni.

Più flessibilità per chi lavora

La legge affronta anche il rapporto tra attività di cura e occupazione. La Regione intende promuovere accordi con le parti sociali per favorire lavoro agile, flessibilità degli orari e valorizzazione delle competenze acquisite attraverso l’assistenza familiare.

L’obiettivo indicato dal provvedimento è quindi quello di evitare che la necessità di assistere una persona cara determini automaticamente l’abbandono del percorso professionale o formativo.

Sul piano economico, per gli interventi di sostegno sono stati previsti 250 mila euro per il 2026 e 992.500 euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028. A queste risorse si aggiungono 50 mila euro all’anno, nel 2027 e nel 2028, destinati alle attività di sensibilizzazione.

Fondo regionale e giornata dedicata ai caregiver

L’impianto della normativa prevede anche la nascita di un fondo regionale caregiver e di un tavolo permanente presso la Giunta regionale. È inoltre prevista una verifica annuale dei risultati raggiunti, così da monitorare l’attuazione delle misure.

Il calendario regionale comprenderà infine una giornata specificamente dedicata alla figura del caregiver: il 6 ottobre sarà istituita la Giornata regionale del caregiver.

Consiglio regionale, reazioni dopo il voto

L’approvazione unanime ha prodotto dichiarazioni favorevoli da parte di esponenti della maggioranza, dell’opposizione e delle realtà associative e sindacali. Il presidente Alberto Stefani ha parlato di una promessa mantenuta, sottolineando il significato del riconoscimento istituzionale attribuito a chi presta quotidianamente assistenza a un familiare.

Dalla maggioranza, Claudio Borgia di Fratelli d’Italia ha richiamato il tema della compatibilità tra cura, salute, lavoro e vita familiare. Giorgia Bedin della Lega ha invece posto l’accento sul peso dell’assistenza che grava frequentemente sulle donne tra i 40 e i 60 anni, oltre che sul ruolo svolto dai giovani.

Il capogruppo leghista Riccardo Barbisan ha evidenziato la necessità di valutare la legge sulla base dei risultati concreti che produrrà, mentre Eric Pasqualon dell’Unione di Centro ha sottolineato il collegamento tra il riconoscimento del caregiver, il diritto allo studio e quello al lavoro. Alberto Bozza di Forza Italia ha richiamato l’integrazione della figura nella rete dei servizi e l’importanza di prevenire situazioni di disagio psicologico.

Le osservazioni dalle opposizioni e dalle associazioni

Chiara Luisetto ha definito l’approvazione non come un punto conclusivo, ma come l’avvio di una responsabilità istituzionale destinata a proseguire nella fase di attuazione. Tra gli aspetti richiamati dalla consigliera c’è la necessità che le risorse stanziate si traducano in servizi effettivamente accessibili sul territorio.

Flavio Baldan del Movimento 5 Stelle ha parlato di una pagina positiva per la Regione, accompagnando il giudizio sul provvedimento con critiche rivolte al Governo centrale e alla burocrazia. Anche Resistere Veneto ha sottolineato il carattere trasversale del voto, richiamando il contributo dato attraverso alcuni emendamenti, in particolare sul rapporto tra attività di cura e interventi sanitari.

Il Forum delle Associazioni Familiari del Veneto ha accolto la legge come un provvedimento atteso dalle famiglie, mentre Cisl Veneto, attraverso Massimiliano Paglini, ha definito le nuove misure una prima risposta alle numerose famiglie impegnate nell’assistenza. Il sindacato ha inoltre auspicato una rapida applicazione delle disposizioni e la prosecuzione del percorso di riforma del sistema, citando anche la riorganizzazione delle Ipab e degli Ats.

Con il voto del 29 settembre, dunque, il Veneto ha formalizzato un quadro regionale specifico per i caregiver familiari. Il passaggio successivo sarà l’attuazione concreta delle misure previste dalla legge, attraverso risorse, servizi territoriali, formazione e strumenti destinati a conciliare l’attività di cura con le altre dimensioni della vita quotidiana.

Redazione

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