La Cinta Muraria di Verona si prepara a diventare interamente patrimonio del Comune. Dopo il voto favorevole del consiglio comunale sulla delibera 84/2026, l’iter amministrativo di competenza dell’amministrazione cittadina è stato completato. Ora si attende soltanto il decreto firmato dal direttore regionale del Demanio, previsto entro il mese di ottobre, che formalizzerà il trasferimento gratuito dell’intero complesso.
Il passaggio rappresenta un momento significativo per la gestione di un’area monumentale che comprende oltre nove chilometri di mura, bastioni, fossati e gallerie, per una superficie complessiva vicina ai 100 ettari. Si tratta di un patrimonio riconosciuto dall’Unesco che, una volta acquisito completamente dal Comune, potrà essere oggetto di una programmazione unitaria di tutela, recupero e valorizzazione.
L’acquisizione permetterà di superare una gestione frammentata durata per anni e consentirà di pianificare nuovi interventi sull’intero sistema delle Mura Magistrali.
Un percorso atteso da circa vent’anni
Il trasferimento della Cinta Muraria rappresenta il risultato di un percorso iniziato molti anni fa. In precedenza, infatti, alcune porzioni del complesso erano già passate sotto la proprietà comunale, ma il trasferimento non aveva mai riguardato l’intera area monumentale.
Con la nuova procedura, invece, il Comune potrà avere la disponibilità complessiva del bene e programmare interventi coordinati. Secondo quanto spiegato dalla vicesindaca con delega all’Edilizia monumentale Barbara Bissoli, la piena acquisizione consentirà una gestione più organica e favorirà anche l’accesso a possibili finanziamenti europei.
Elemento centrale sarà il Piano Ambientale del Parco delle Mura Magistrali, che assumerà il ruolo di strumento urbanistico attuativo per guidare le future trasformazioni dell’area.
Il piano per recuperare gli spazi verdi e monumentali
Con il completamento del trasferimento potranno ripartire diversi progetti rimasti in sospeso. Il Comune punta infatti ad avviare una serie di iniziative dedicate sia alla conservazione delle strutture storiche sia alla restituzione degli spazi alla cittadinanza.
La prima fase del Piano Ambientale prevede un’analisi dello stato attuale delle aree, seguita dalla definizione di interventi di recupero, restauro e nuove modalità di utilizzo degli spazi. La programmazione generale riguarderà l’intera Cinta Magistrale, ma alcune zone potranno essere interessate da progetti specifici già nel breve periodo.
Tra queste figura il Parco Raggio di Sole, dove è previsto un intervento di riqualificazione strutturale. Il progetto era già stato predisposto nella primavera precedente, ma era rimasto fermo perché gli immobili presenti nell’area risultavano ancora di proprietà del Demanio.
Una volta concluso il passaggio al Comune, potrà inoltre procedere il progetto per affidare la gestione dei nuovi spazi all’Officina dell’Aias, consentendo così una nuova funzione per una parte del complesso.
Il futuro del Giardino d’Estate
Un altro intervento riguarda il Giardino d’Estate, situato tra San Zeno e Borgo Milano, attualmente chiuso e in condizioni di inutilizzo. Per la riapertura dell’area il Comune sta valutando un percorso diverso rispetto al Parco Raggio di Sole.
L’amministrazione intende procedere attraverso una concessione patrimoniale, con la pubblicazione di un avviso per raccogliere manifestazioni di interesse. L’obiettivo è individuare soggetti interessati alla gestione dello spazio, anche attraverso attività che prevedano la somministrazione di cibo e bevande.
La possibilità di sviluppare iniziative economiche sarebbe infatti legata alla piena disponibilità comunale dell’area, condizione che consentirà di superare gli attuali limiti derivanti dalla gestione in subconcessione.
Collaborazioni per la valorizzazione della Cinta Muraria
Tra le prospettive future rientrano anche nuovi strumenti di collaborazione con associazioni, enti del Terzo settore e soggetti privati. Il Comune potrà utilizzare i patti di sussidiarietà, attraverso cui realtà esterne possono contribuire alla cura e alla gestione di determinati spazi.
Un ulteriore strumento previsto è il partenariato speciale pubblico-privato per i beni culturali, che permette forme di collaborazione con l’amministrazione per interventi di restauro e valorizzazione culturale.
Con il passaggio definitivo della proprietà, la Cinta Muraria potrà quindi essere gestita attraverso una strategia complessiva che unisca conservazione storica, recupero ambientale e nuove possibilità di fruizione pubblica.
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