Energia sempre più cara: imprese e famiglie sotto pressione per l’aumento dei costi

Prezzi di gas ed elettricità in crescita mettono in difficoltà il sistema produttivo italiano: aziende energivore e piccole imprese registrano rincari significativi, mentre aumentano anche le spese delle famiglie

fonderia

Il costo dell’energia continua a rappresentare una delle principali criticità per imprese e consumatori italiani. L’aumento dei prezzi di gas ed elettricità sta incidendo sulla competitività delle aziende e sui bilanci familiari, con incrementi particolarmente rilevanti in alcuni comparti produttivi.

Secondo una recente analisi della Cna, l’energia è ormai una variabile strutturale nelle decisioni delle imprese: l’84% delle aziende considera il costo energetico un elemento importante per la propria attività, mentre il 76,5% segnala un aumento della spesa nell’ultimo semestre. La situazione riguarda sia le grandi realtà industriali ad alto consumo energetico sia le piccole e medie imprese.

Il settore cartario tra i più colpiti dal caro gas

Tra i comparti maggiormente esposti agli aumenti c’è quello della carta, caratterizzato da un elevato utilizzo di energia nei processi produttivi. Assocarta ha evidenziato l’impatto del rialzo del gas sui costi delle aziende del settore.

In uno scenario con un prezzo medio del gas stabile a 70 euro per megawattora durante l’anno, la spesa energetica complessiva delle cartiere potrebbe passare da 800 milioni a 1,8 miliardi di euro annui, con un incremento di circa un miliardo rispetto alla fase precedente.

Il gas, per le aziende cartarie, rappresenta una componente essenziale della produzione. Lorenzo Poli, presidente di Assocarta, ha sottolineato che il prezzo della materia prima è passato in pochi mesi da circa 30 euro/MWh a oltre 80 euro/MWh, con conseguenze sulla capacità delle imprese italiane di mantenere competitivi i propri prodotti.

Il possibile rallentamento degli impianti avrebbe effetti anche sulla filiera del riciclo della carta, con una riduzione dei quantitativi destinati al recupero e un maggiore ricorso a prodotti importati da Paesi con condizioni energetiche e normative differenti.

Aumenti anche per elettricità e materie prime

Gli incrementi non riguardano soltanto il gas. Tra luglio 2025 e luglio 2026 il prezzo della materia prima gas Psv è aumentato del 53,2%, mentre anche il costo dell’energia elettrica ha registrato variazioni rilevanti in diversi settori.

L’analisi realizzata da Confartigianato Verona attraverso il Caem, consorzio che negozia le forniture energetiche per le imprese, ha evidenziato aumenti significativi del prezzo della componente energetica.

Nel dettaglio, la lavorazione delle pelli ha registrato un incremento del costo della materia prima elettrica del 36,1% in un anno, mentre il comparto del legno ha subito un aumento del 34,2%. Per il settore meccanico la crescita è stata del 30%, mentre per gli acconciatori l’aumento si è fermato all’8,7%.

Il peso della fiscalità nelle bollette

A incidere sulle bollette delle imprese non è soltanto il costo dell’energia, ma anche il sistema di imposte e oneri presenti nelle fatture. Secondo Confartigianato, il prelievo fiscale e parafiscale sulle bollette elettriche italiane supera del 47,4% la media europea, con un valore pari a 5,44 centesimi per kWh.

Il peso maggiore ricade soprattutto sulle imprese con consumi più contenuti. Devis Zenari, presidente di Confartigianato Verona, ha evidenziato come il carico fiscale diminuisca con l’aumento dei consumi: le aziende energivore possono infatti beneficiare di condizioni più vicine alla media europea, mentre le imprese con consumi inferiori a 20 MWh registrano uno svantaggio maggiore.

Secondo l’associazione, le piccole imprese risultano quindi maggiormente penalizzate dal confronto con altri Paesi europei, a causa di una struttura dei costi che incide maggiormente sui consumatori con minori volumi di energia utilizzata.

Crescono anche le spese energetiche delle famiglie

L’aumento dei prezzi coinvolge anche i cittadini. Tra febbraio e agosto, a livello nazionale, i prezzi al dettaglio dell’energia hanno registrato una crescita superiore all’inflazione generale: il gas è aumentato del 13,5%, mentre l’elettricità del 10,1%, contro un’inflazione complessiva del 2,8% nello stesso periodo.

La situazione appare particolarmente evidente in alcune aree del Paese. In Veneto l’incremento dei prezzi energetici ha raggiunto il 14,8%, risultando il dato regionale più elevato nel periodo considerato. Per la provincia di Verona, l’aumento indicato è stato del 15,5%, secondo solo a quello registrato nella provincia di Gorizia.

Il caro energia continua dunque a rappresentare una sfida per il sistema economico italiano, incidendo sui costi industriali, sulla capacità di investimento delle imprese e sulla spesa quotidiana delle famiglie.

Redazione

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