È una giornata decisiva per le famiglie coinvolte nella vicenda delle villette del Residence Europa di Lavagno, finite all’asta dopo il fallimento dell’Immobiliare Pm. La seconda asta delle abitazioni è fissata per oggi, 24 settembre, dopo che il primo tentativo di vendita era andato deserto.
Per i proprietari che avevano già versato gran parte delle somme necessarie per acquistare le case, si tratta di un passaggio particolarmente delicato. La possibilità di dover partecipare all’asta per tentare di rientrare in possesso di abitazioni già in larga parte pagate rappresenta infatti il punto più difficile di una vicenda che si trascina ormai da anni.
Tra le famiglie coinvolte ci sono i Taverna, i Pavarotti e altri nuclei che hanno visto il proprio progetto abitativo trasformarsi in una lunga battaglia. La paura è quella di perdere definitivamente le abitazioni e, insieme a esse, una parte consistente delle somme già versate.
«Viviamo in apnea e abbiamo paura di perdere tutto. Non riavere la casa sarebbe una sconfitta che non meritiamo», ha raccontato Gianluca Taverna, sintetizzando lo stato d’animo delle persone che attendono l’esito della procedura.
Cinque anni segnati dalla vicenda
Enrica Pruneri, moglie di Gianluca Taverna, ha descritto le conseguenze personali che questa situazione avrebbe avuto sulle famiglie. Il tempo trascorso dall’inizio della vicenda avrebbe lasciato un segno profondo, anche dal punto di vista economico e familiare.
«Già ora noi non siamo più gli stessi», ha spiegato, aggiungendo che l’eventuale perdita della casa lascerebbe un segno destinato a rimanere nel tempo. Per le famiglie, infatti, non si tratta soltanto del valore economico degli immobili, ma anche degli anni trascorsi nell’attesa di una soluzione.
Il caso delle villette all’asta a Lavagno rappresenta quindi una delle due principali questioni che i nuclei coinvolti stanno affrontando. Da una parte c’è la procedura relativa alle abitazioni; dall’altra proseguono gli accertamenti sulla gestione dell’Immobiliare Pm e sulla posizione di Matteo Santi, socio unico della società, rispetto alle presunte irregolarità oggetto delle verifiche.
La solidarietà del territorio
Nel frattempo, attorno alle famiglie si è sviluppata una rete di sostegno. È nato il Comitato Est Veronese Solidale, che ha avviato diverse iniziative per raccogliere risorse e mantenere alta l’attenzione sulla situazione.
Il comitato ha aperto anche una pagina Facebook attraverso la quale vengono comunicate le iniziative e gli appuntamenti destinati a sostenere le famiglie coinvolte nella vicenda.
Tra le iniziative più recenti c’è stata una camminata di solidarietà a Lavagno, organizzata domenica scorsa, alla quale hanno partecipato circa cinquanta persone. Un momento pubblico attraverso il quale il territorio ha voluto manifestare vicinanza ai nuclei familiari che si trovano ad affrontare la delicata procedura.
La mobilitazione proseguirà nei prossimi giorni. Venerdì è infatti prevista una cena di solidarietà all’Osteria Carlotta e Maria Rosa di Colognola ai Colli. La serata prevede un menù e un accompagnamento musicale affidato al dj Luca Pantani. Il costo della partecipazione è di 25 euro e una parte del ricavato sarà destinata alle famiglie che devono affrontare la procedura d’asta.
Dalla partita alla donazione della bocciofila
Il sostegno non arriva soltanto dal comitato. Anche il Comune di Lavagno ha programmato una propria iniziativa. Il 3 ottobre è prevista una “Partita per la Solidarietà”, pensata per contribuire alla raccolta di fondi a favore delle famiglie coinvolte.
Un’altra iniziativa è in programma domenica 27 settembre, quando la Bocciofila Jolly presenterà la propria squadra di Serie A durante una festa alla Tenuta Albertini di Zevio. Anche in questa occasione l’associazione sportiva ha deciso di affiancare alla propria attività un gesto di carattere sociale, annunciando una donazione al Comitato Est Veronese Solidale.
Il territorio veronese si è quindi mobilitato mentre le famiglie attendono il passaggio decisivo della seconda asta. L’esito della procedura stabilirà il destino delle case del Residence Europa, mentre sul fronte delle verifiche relative all’Immobiliare Pm proseguono gli accertamenti.
Per chi aveva immaginato quelle abitazioni come la propria casa definitiva, la giornata dell’asta assume così un significato che va oltre la semplice procedura immobiliare. Ricomprarsi la propria abitazione significa per queste famiglie tentare di salvaguardare un investimento costruito nel corso degli anni, dopo una vicenda che ha già avuto conseguenze economiche e personali importanti.
La solidarietà del territorio continuerà intanto attraverso raccolte, eventi e iniziative pubbliche. L’obiettivo è fornire un sostegno concreto alle famiglie nel momento in cui dovranno affrontare una delle fasi più delicate della vicenda.
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