Il passaggio ai cassonetti ad accesso controllato nella Prima Circoscrizione di Verona ha aperto un nuovo confronto politico sull’organizzazione della raccolta dei rifiuti. Da una parte VeronaDomani e l’ex sindaco Flavio Tosi hanno criticato le modalità con cui Amia e l’amministrazione comunale stanno gestendo il cambiamento; dall’altra l’azienda ha fornito una serie di precisazioni, contestando sia la ricostruzione sulla comunicazione ai residenti sia alcuni dei dati utilizzati nelle accuse.
Il nuovo sistema interessa circa 8.400 utenze private dell’ansa Adige e prevede il superamento dei tradizionali cassonetti a favore di contenitori ad accesso controllato per diverse tipologie di rifiuto. L’accesso avviene attraverso tessere e credenziali personali, mentre per accompagnare i cittadini nella fase iniziale sono previste attività di assistenza direttamente sul territorio.
La polemica è partita dalle dichiarazioni del consigliere comunale di VeronaDomani Paolo Rossi, secondo il quale i residenti non sarebbero stati adeguatamente informati prima dell’avvio della nuova modalità di conferimento. Rossi ha sostenuto che sarebbero mancate lettere, brochure, punti informativi e altre iniziative rivolte direttamente alle famiglie.
Una posizione che Amia ha però respinto, ricostruendo una campagna informativa iniziata diversi mesi prima dell’effettivo cambio del sistema.
La replica di Amia sulla comunicazione
Secondo quanto riferito dall’azienda, la comunicazione agli utenti della Prima Circoscrizione sarebbe partita il 15 maggio, quando una brochure cartacea sarebbe stata distribuita direttamente nelle cassette postali delle utenze interessate.
Parallelamente sarebbero state pubblicate informazioni aggiornate sul sito di Amia Verona e attraverso i canali social, oltre alla diffusione tramite giornali, televisioni, radio e siti locali. Dal 18 maggio, inoltre, sarebbe iniziata la distribuzione delle tessere necessarie per utilizzare i nuovi contenitori.
Per il ritiro delle credenziali sono stati attivati diversi punti, tra cui gli Ecosportelli temporanei di lungadige Porta Vittoria e del quartiere San Bernardino, oltre alla sede Solori di vicolo Volto Cittadella. Quest’ultimo punto, secondo Amia, ha continuato a distribuire le credenziali per tutta l’estate ed è tuttora disponibile negli orari indicati dall’azienda.
La società ha inoltre ricordato lo svolgimento di due assemblee pubbliche serali, organizzate il 25 e il 26 maggio al Teatro Stimate e al Silos di Ponente dell’Università . Una nuova comunicazione cartacea sarebbe stata poi distribuita dal 7 settembre alle utenze dell’ansa Adige.
Il piano prevede anche materiale informativo collocato presso i vecchi cassonetti prima della loro rimozione e la presenza di tutor formati da Amia nelle nuove postazioni. Il personale ha il compito di assistere gli utenti durante i primi utilizzi e fornire indicazioni sul funzionamento delle tessere e sulla corretta separazione dei rifiuti.
La campagna riguarda anche le attività commerciali, per le quali il nuovo sistema di conferimento è già operativo da diversi mesi.
Il confronto sui numeri di Amia
Il dibattito non riguarda soltanto l’informazione ai cittadini. Nei giorni precedenti anche Flavio Tosi aveva criticato la gestione della raccolta dei rifiuti, sostenendo che l’attuale organizzazione avrebbe determinato un aumento dei costi e del personale.
L’ex sindaco ha indicato in 800 il numero degli attuali dipendenti di Amia, mettendolo a confronto con i circa 550 presenti durante il suo mandato. Ha inoltre parlato di un incremento dei costi del personale superiore a 6 milioni di euro e di quasi 10 mila segnalazioni ricevute ogni mese dall’azienda.
Amia ha contestato anche questi dati. Secondo le cifre fornite dalla società , i dipendenti sarebbero attualmente 660, di cui oltre 400 impiegati in attività operative. Rispetto a quattro anni fa, l’incremento sarebbe di circa 60 unità , con una crescita complessiva dei costi del personale quantificata dall’azienda in circa 2 milioni di euro.
A questi lavoratori si aggiungerebbero circa 60 interinali, impiegati in larga parte nelle attività legate alla fase di avvio del nuovo sistema di raccolta. Per Amia, anche considerando questo personale, il numero complessivo non coinciderebbe comunque con gli 800 dipendenti indicati da Tosi.
Le segnalazioni dei cittadini
Divergenze emergono anche sul numero delle comunicazioni ricevute dall’Urp. Tosi ha parlato di quasi 10 mila segnalazioni al mese, includendo nel dato anche richieste di chiarimenti e altre comunicazioni.
Amia, considerando il totale registrato nei primi otto mesi del 2026, indica invece una media di circa 4.100 segnalazioni mensili, quindi meno della metà rispetto alla cifra citata dall’ex sindaco. L’azienda precisa inoltre che nel conteggio rientrano richieste di informazioni sul nuovo servizio, segnalazioni relative a scarichi abusivi e comunicazioni riguardanti conferimenti illeciti, che non sarebbero necessariamente riconducibili a disservizi nella gestione ordinaria.
Il confronto sui numeri si inserisce quindi in una discussione più ampia sul modello di raccolta rifiuti Verona, proprio mentre il capoluogo sta estendendo progressivamente il sistema dei cassonetti intelligenti.
Il riferimento al modello di Mantova
Un altro tema sollevato da Tosi riguarda Mantova, indicata dall’ex sindaco come esempio di città che avrebbe abbandonato il porta a porta per tornare ai cassonetti.
Amia ha precisato che il caso mantovano riguarda un territorio che, dopo oltre dieci anni di raccolta porta a porta, ha scelto di introdurre cassonetti ad accesso controllato. La città lombarda avrebbe raggiunto una percentuale di raccolta differenziata superiore all’80%, mentre Verona, secondo i dati richiamati dall’azienda, è rimasta per oltre un decennio poco sopra il 50%.
Per Amia, dunque, il confronto tra i due modelli deve tenere conto delle differenti condizioni di partenza e del percorso seguito dai rispettivi sistemi di gestione dei rifiuti.
Il confronto politico e amministrativo resta quindi aperto, con il nuovo sistema destinato a modificare progressivamente le modalità con cui migliaia di cittadini veronesi conferiscono i propri rifiuti. La fase iniziale sarà accompagnata dalla presenza degli operatori sul territorio, mentre Amia continua a difendere la campagna di comunicazione realizzata nei mesi precedenti all’introduzione dei nuovi cassonetti.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.