La chirurgia cambia approccio mettendo il paziente al centro del percorso di cura: è questa la filosofia del protocollo ERAS (Enhanced Recovery After Surgery), il programma che sta modificando le modalità di preparazione e recupero dopo un intervento chirurgico. Se in passato il digiuno prolungato prima e dopo l’operazione era considerato una pratica necessaria, oggi le evidenze scientifiche indicano un modello differente, basato su alimentazione controllata, movimento precoce e partecipazione attiva del paziente.
Il tema è stato al centro del VII Congresso nazionale ERAS ItaliaPOIS, organizzato dall’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar al Centro Congressi 40 di Villa Quaranta, a Ospedaletto di Pescantina. In occasione dell’evento si è svolto anche il “Prehab Village”, un’iniziativa dedicata alla preparazione dei pazienti prima dell’intervento, con attività rivolte al miglioramento delle condizioni fisiche, nutrizionali e psicologiche.
L’obiettivo del protocollo ERAS è favorire un recupero più rapido, ridurre le complicanze post operatorie e accompagnare il paziente in tutte le fasi del percorso chirurgico. Un modello che considera fondamentali non solo le tecniche operatorie, ma anche il periodo precedente e successivo all’intervento.
La Chirurgia Generale dell’IRCCS di Negrar, diretta dal dottor Giacomo Ruffo, è stata la prima struttura italiana a ottenere la certificazione ERAS Society come Centro training per la chirurgia colorettale e bariatrica, con la possibilità di formare altri centri italiani ed europei sull’applicazione del protocollo.
Recentemente l’ospedale veronese ha ottenuto anche due nuove certificazioni: la Chirurgia Senologica diretta dalla dottoressa Alessandra Invento e la Chirurgia Toracica guidata dal dottor Diego Gavezzoli hanno raggiunto il riconoscimento di Centro Qualificato, prime in Italia in questi ambiti.
I risultati registrati dopo l’applicazione del protocollo evidenziano cambiamenti significativi. Per gli interventi di chirurgia senologica, secondo i dati diffusi dall’IRCCS, le complicanze post operatorie sono diminuite dal 24% all’11,4%, mentre la degenza media è passata da 2,9 a 1,9 giorni. Per la chirurgia toracica sono state invece registrate una riduzione delle complicanze severe e l’assenza di riammissioni ospedaliere a 30 giorni dalla dimissione.
Uno degli aspetti più innovativi riguarda l’alimentazione. Il protocollo ERAS supera il tradizionale digiuno prolungato e prevede un approccio nutrizionale più attivo e personalizzato. Secondo le indicazioni illustrate durante il congresso, il paziente può assumere cibi solidi fino a sei ore prima dell’intervento e liquidi chiari fino a due ore prima, mentre la ripresa dell’alimentazione può iniziare già nelle prime ore successive all’operazione.
«Per anni si è pensato che l’intestino dovesse rimanere a riposo dopo un intervento fino alla ripresa della normale attività», ha spiegato Giacomo Ruffo, direttore della Chirurgia Generale dell’IRCCS di Negrar e presidente del congresso. Secondo il medico, la ripresa precoce dell’alimentazione favorisce la motilità intestinale e contrasta il catabolismo, cioè il consumo delle riserve muscolari dell’organismo in assenza di nutrienti.
Il nuovo modello prevede quindi piccoli pasti frequenti, attenzione alle proteine e una gestione equilibrata dei liquidi, sostituendo il lungo digiuno del passato con un percorso nutrizionale seguito dagli specialisti.
Durante il “Prehab Village” i pazienti hanno potuto incontrare fisiatri, fisioterapisti, nutrizionisti e psicologi. Le attività comprendevano esercizi mirati per migliorare la preparazione fisica e respiratoria, indicazioni alimentari e supporto per modificare alcune abitudini, come il consumo di fumo e alcol.
Un ruolo importante è svolto anche dalla tecnologia. La Chirurgia Generale dell’IRCCS di Negrar ha sviluppato un’applicazione digitale dedicata ai pazienti, con contenuti informativi e un diario attraverso cui il personale sanitario può monitorare il percorso anche dopo la dimissione.
Tra le testimonianze presentate durante l’evento c’è quella di Claudio Giacon, paziente che ha seguito il percorso ERAS dopo una diagnosi oncologica. Grazie al programma di preparazione e assistenza, ha raccontato di aver ripreso progressivamente la propria attività quotidiana fino al completo recupero dopo un mese dall’intervento.
Il protocollo ERAS rappresenta quindi un modello organizzativo che integra chirurgia, nutrizione, attività fisica e supporto psicologico, con l’obiettivo di rendere il paziente parte attiva del proprio recupero.
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