Nel 2024, il mercato automobilistico in Veneto si è mantenuto stabile, con un leggero aumento delle immatricolazioni complessive rispetto all’anno precedente. Verona si conferma leader regionale, contribuendo per oltre il 20% al totale delle vendite, seguita da Padova e Vicenza. Tuttavia, il bilancio complessivo presenta alcune ombre, soprattutto per i veicoli elettrici.
Secondo i dati Unrae, in Veneto sono stati immatricolati 107.080 veicoli nel 2024, registrando un incremento del 2,14% rispetto ai 104.834 del 2023. Verona si distingue con 21.523 immatricolazioni, in crescita del 3,58% rispetto al 2023, superando la media regionale. Padova e Vicenza seguono con quote rispettivamente del 19,86% e 19,64%. Più distanti Treviso (17%), Venezia (14,99%), Belluno (4,26%) e Rovigo (4,15%).
Crescita dell’ibrido, calo dell’elettrico
Nel segmento delle alimentazioni alternative, il 2024 ha segnato trend contrastanti. Le immatricolazioni di auto ibride sono cresciute del 9,6% (44.455 unità rispetto alle 40.543 del 2023), mentre quelle di veicoli elettrici hanno subito un calo del 3,9% (5.128 rispetto a 5.336). Ancora più marcato il decremento delle ibride plug-in, scese del 14,6%.
Il presidente del Gruppo Auto e Moto di Confcommercio Veneto, Giorgio Sina, ha sottolineato le difficoltà del mercato elettrico: “Il prezzo elevato, la scarsa diffusione delle infrastrutture di ricarica e l’autonomia limitata scoraggiano gli acquirenti. Nonostante i progressi tecnologici, i veicoli elettrici non rappresenteranno mai il 100% del parco circolante”.
Il peso degli incentivi e delle condizioni economiche
Sina ha evidenziato come la mancanza di incentivi strutturati abbia frenato il mercato. “Quando gli incentivi sono stati introdotti, sono terminati in poche ore, generando sfiducia tra i consumatori. Inoltre, l’inflazione e i tassi d’interesse elevati hanno ridotto il potere d’acquisto delle famiglie, che per il 70% acquistano auto tramite finanziamenti bancari”.
Sina ha lanciato un appello alla Regione Veneto affinché intervenga con incentivi mirati per favorire il ricambio di un parco auto che, per il 60%, supera i 10 anni di età. “Se non è possibile un intervento statale, la Regione potrebbe supportare la trasformazione ecologica, un obiettivo strategico per il futuro”.
Il futuro del mercato auto
Nonostante le sfide, il mercato auto veneto mostra segnali di resilienza. Tuttavia, il passaggio all’elettrico rimane complesso, anche in vista del divieto di vendita di veicoli a combustione interna previsto per il 2035. Per Sina, tale obiettivo necessita di una revisione, poiché le infrastrutture e i costi attuali non consentono una transizione completa.
Il 2025 potrebbe rappresentare un punto di svolta, con l’arrivo di modelli elettrici più economici e accessibili alle famiglie. Tuttavia, sarà necessario un impegno coordinato tra istituzioni e industria per sostenere un mercato ancora in evoluzione.