Gambero rosso, il lago di Garda sotto la minaccia della specie invasiva

Il Wwf Bergamo Brescia segnala la crescente diffusione del gambero rosso della Louisiana nei corsi d’acqua e nelle zone umide del Garda. Il crostaceo mette a rischio gli ecosistemi acquatici, le specie autoctone e la stabilità degli argini.

Le piogge autunnali e l’aumento del livello dei piccoli corsi d’acqua favoriscono una nuova fase di espansione del gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii), una specie aliena invasiva che da oltre vent’anni è presente nel territorio del lago di Garda. A lanciare l’allarme è il Wwf Bergamo Brescia, che attraverso un video pubblicato sui social ha mostrato la diffusione del crostaceo in un corso d’acqua del bacino gardesano.

Quello che potrebbe sembrare un ambiente naturale ancora intatto nasconde, secondo l’associazione, una situazione preoccupante. In alcuni tratti acquatici, un tempo frequentati dai pesci durante la riproduzione, la presenza del gambero rosso sarebbe ormai predominante. Una diffusione che rischia di compromettere ulteriormente l’equilibrio delle zone umide e la sopravvivenza di numerose specie animali e vegetali.

L’autunno favorisce la diffusione del crostaceo

Con l’arrivo della stagione delle piogge, i piccoli affluenti del medio e basso Garda diventano particolarmente vulnerabili all’espansione della specie. L’aumento dell’umidità e la presenza di terreni bagnati consentono infatti agli esemplari di spostarsi anche al di fuori dell’acqua, raggiungendo fossati, stagni e aree temporaneamente allagate.

Il gambero rosso è un animale particolarmente adattabile, capace di colonizzare ambienti differenti e di sfruttare numerose fonti alimentari. Durante il periodo riproduttivo, i maschi possono entrare in competizione per conquistare rifugi e spazi disponibili, mentre le femmine proteggono le tane nelle quali custodiscono le uova.

La capacità di spostarsi tra diversi ambienti acquatici e terrestri rende il gambero rosso particolarmente difficile da contenere. La sua presenza, inizialmente limitata, si è progressivamente estesa in varie zone del territorio gardesano, rendendo necessario un monitoraggio costante.

Biodiversità a rischio: cosa mangia il gambero rosso

Uno degli aspetti più preoccupanti riguarda l’alimentazione del crostaceo. La specie è onnivora e opportunista, caratteristiche che le consentono di nutrirsi di numerosi organismi presenti negli ecosistemi acquatici.

Tra le sue prede possono esserci larve, piccoli pesci, avannotti, invertebrati e uova di altri animali. Il consumo della vegetazione sommersa contribuisce inoltre a modificare gli habitat nei quali vivono pesci, anfibi e insetti acquatici.

L’attività alimentare del gambero rosso può determinare una riduzione delle piante sommerse e un aumento della torbidità dell’acqua. Questi cambiamenti alterano le condizioni necessarie alla sopravvivenza di molte specie, impoverendo progressivamente gli ambienti naturali.

La perdita della vegetazione acquatica, in particolare, può ridurre i rifugi e le aree di riproduzione utilizzate dalla fauna locale. L’espansione del crostaceo invasivo rappresenta quindi una pressione significativa sulla biodiversità delle zone umide del Garda, soprattutto negli ambienti già esposti ad altre forme di degrado.

A rischio anche gli argini e la gestione delle acque

Le conseguenze della presenza del gambero rosso non si limitano agli equilibri biologici. La specie scava gallerie nel terreno per trovare riparo e superare i periodi meno favorevoli, un comportamento che può provocare danni anche alle sponde dei corsi d’acqua.

La moltiplicazione delle tane può indebolire gli argini e compromettere la stabilità dei terreni circostanti. Nei punti maggiormente interessati dalla colonizzazione, questa attività rischia di interferire con le strutture utilizzate per la gestione e la regimazione delle acque.

Il fenomeno assume quindi una rilevanza che va oltre la tutela della fauna. La diffusione incontrollata del crostaceo può incidere anche sulla conservazione delle zone umide e sulla manutenzione degli ambienti idraulici.

La minaccia per il gambero autoctono

Tra le specie più esposte c’è il gambero di fiume autoctono (Austropotamobius pallipes), già interessato da un forte declino in diverse aree. La presenza del gambero rosso può aggravare la situazione non soltanto attraverso la competizione per le risorse e gli habitat, ma anche per il rischio sanitario legato alla cosiddetta peste del gambero.

Il crostaceo invasivo può infatti essere portatore dell’agente patogeno Aphanomyces astaci, responsabile di una malattia particolarmente pericolosa per molte popolazioni indigene di gamberi d’acqua dolce.

L’introduzione del patogeno in ambienti frequentati dalle specie autoctone può avere conseguenze devastanti, fino alla scomparsa di intere popolazioni locali. Per questo motivo, il contenimento della specie invasiva è importante anche per limitare i rischi di diffusione della malattia.

Il gambero rosso costituisce una minaccia diretta per la conservazione del gambero autoctono, la cui sopravvivenza dipende anche dalla qualità degli habitat e dalla prevenzione della diffusione di organismi patogeni.

Il monitoraggio del Wwf e le regole da rispettare

I volontari del Wwf Bergamo Brescia continuano a monitorare le zone umide del territorio gardesano per documentare l’espansione del crostaceo e contribuire alle iniziative di contrasto.

Il gambero rosso della Louisiana è classificato tra le specie esotiche invasive di rilevanza unionale. La normativa europea prevede restrizioni specifiche per questi organismi, comprese le attività di allevamento, trasporto e rilascio nell’ambiente.

La collaborazione dei cittadini viene considerata fondamentale per evitare nuove introduzioni e limitare la diffusione involontaria della specie. Chi frequenta corsi d’acqua, stagni e zone umide è invitato a non liberare animali acquatici esotici e a segnalare tempestivamente eventuali nuove presenze agli enti competenti.

Un’ulteriore precauzione riguarda le attrezzature utilizzate durante le attività in ambienti acquatici. Pulire e asciugare accuratamente stivali, strumenti e materiali tra un corso d’acqua e l’altro aiuta a ridurre il rischio di trasferire organismi indesiderati e agenti patogeni.

Intervenire subito per proteggere gli ecosistemi del Garda

Il quadro descritto dal Wwf evidenzia la difficoltà di recuperare gli ambienti naturali dopo una colonizzazione estesa. Quando una specie invasiva si stabilisce in modo consistente, il ripristino degli equilibri ecologici può richiedere interventi complessi e tempi molto lunghi.

Per questo motivo, il monitoraggio delle zone umide e la tempestiva segnalazione di nuove presenze rappresentano strumenti importanti per la tutela della biodiversità.

La situazione del gambero rosso sul lago di Garda richiama l’attenzione sulla necessità di proteggere gli habitat acquatici e prevenire ulteriori introduzioni di specie aliene. La salvaguardia delle acque gardesane passa anche dalla collaborazione tra associazioni, cittadini ed enti competenti, chiamati a contenere una diffusione che minaccia sia la fauna locale sia la stabilità di alcune aree naturali.

Redazione

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