Sanità veronese, i comitati chiedono tempi certi e nuovi investimenti

Dopo la mobilitazione in sette piazze della provincia, il coordinamento territoriale replica alla direzione dell'Ulss 9. Al centro del confronto carenze di personale, servizi territoriali, liste d'attesa e organizzazione degli ospedali.

I comitati veronesi per la sanità pubblica tornano a chiedere risposte concrete all’Ulss 9 Scaligera dopo la mobilitazione organizzata in sette piazze della provincia e la successiva presa di posizione del direttore generale Pietro Girardi.

Il coordinamento territoriale riconosce nella risposta dell’azienda sanitaria un primo segnale di attenzione nei confronti delle migliaia di persone che hanno aderito alla petizione lanciata il 12 settembre. Allo stesso tempo, però, i comitati sostengono che diverse delle criticità denunciate durante la protesta siano state confermate e lamentano l’assenza di provvedimenti formali e di scadenze precise.

La richiesta centrale è quindi quella di passare dalle dichiarazioni agli atti: stanziamenti, assunzioni, interventi organizzativi e cronoprogrammi verificabili per ospedali e servizi territoriali.

San Bonifacio, il nodo dell’oculistica

Tra le situazioni evidenziate c’è quella dell’ospedale Fracastoro di San Bonifacio. Secondo quanto riferito dai comitati sulla base delle informazioni ricevute dalla direzione sanitaria, l’organico di oculistica, condiviso con l’ospedale di Legnago, dovrebbe essere composto da dieci unità, ma attualmente comprenderebbe sette medici e uno specializzando, con l’avvio di ottobre.

La gestione delle urgenze attraverso slot dedicati e il trasferimento a Legnago degli interventi di chirurgia della cataratta rappresentano, secondo i promotori della protesta, un problema per i residenti dell’Est Veronese.

Il bacino interessato viene indicato in circa 250mila abitanti. Per un intervento di durata limitata, i pazienti possono trovarsi a dover affrontare un percorso di circa 60 chilometri complessivi tra andata e ritorno.

Per questo motivo il comitato chiede a San Bonifacio l’assegnazione di personale dedicato e un piano straordinario per ridurre le liste d’attesa.

Bovolone, la proposta di un polo territoriale

Un’altra parte delle richieste riguarda il San Biagio di Bovolone. Il progetto indicato dai comitati prevede una diversa organizzazione delle risorse per creare un polo autonomo di sanità territoriale collegato all’ospedale e all’hospice.

Tra le funzioni ipotizzate ci sono una Casa di Comunità Hub operativa 24 ore al giorno per tutta la settimana, la Centrale operativa territoriale, la medicina generale, i pediatri, la continuità assistenziale, i servizi vaccinali e la telemedicina.

Secondo la proposta, questa organizzazione potrebbe consentire anche il ripristino del punto di primo intervento attivo 24 ore su 24, oltre alla valorizzazione delle sale operatorie attualmente inutilizzate e a un utilizzo più completo della radiologia.

I comitati chiedono inoltre di impiegare pienamente i 70 posti letto destinati alla riabilitazione multidisciplinare e di intervenire sulla struttura storica dell’ospedale.

Legnago e la carenza dei medici di base

Nella Bassa Veronese viene invece segnalato il problema della medicina generale. I dati richiamati dai comitati indicano 2.340 persone prive di medico di medicina generale e prese in carico dal Servizio Medico Distrettuale.

A queste si aggiungerebbero numerosi altri cittadini senza medico nei comuni di Sanguinetto, Bovolone, Salizzole, Oppeano, Concamarise e Cerea.

Il coordinamento riferisce inoltre le difficoltà raccolte dagli sportelli popolari, con particolare riferimento agli anziani affetti da più patologie che incontrerebbero ostacoli nell’individuazione di un medico.

Sul fronte ospedaliero, viene segnalata anche la situazione del pronto soccorso di Legnago, dove, secondo i comitati, mancherebbero nove medici su un organico previsto di 18, con il ricorso a personale proveniente da cooperative esterne.

Villafranca, neurologia e pronto soccorso

All’ospedale Magalini di Villafranca il coordinamento riconosce la ripresa delle attività dopo la fase pandemica, ma sostiene che restino aperte alcune questioni.

Tra le richieste figura il ripristino del reparto di neurologia, in riferimento alle schede ospedaliere regionali, oltre al potenziamento del pronto soccorso e all’attuazione dei servizi legati alla procreazione medicalmente assistita.

Sono quindi diversi i settori sui quali i comitati chiedono interventi, con particolare attenzione alla disponibilità di personale e alla continuità dei servizi.

Salute mentale, la richiesta dei comitati

Il coordinamento Comsam ha concentrato l’attenzione sulla salute mentale, sostenendo che non sia ancora arrivata una risposta sufficiente alla richiesta di rendere i Centri di Salute Mentale operativi sette giorni su sette.

Tra le criticità indicate ci sono anche la carenza di personale sul territorio, una prevalenza delle terapie farmacologiche rispetto alle attività riabilitative e la mancata introduzione degli Esperti in Supporto tra Pari.

Il tema viene inserito dai comitati nel più ampio problema dell’organizzazione dei servizi territoriali e della necessità di garantire una maggiore continuità assistenziale.

Caprino, gli interventi dopo i fondi Pnrr

Particolare attenzione è dedicata anche al presidio di Caprino Veronese, oggetto di un intervento di ristrutturazione finanziato con circa 7 milioni di euro del Pnrr e dotato di 24 posti letto nell’Ospedale di Comunità.

Secondo i comitati, però, nella struttura mancherebbero ancora diversi servizi, tra cui cardiologia, geriatria, pneumologia, reumatologia, psicologia, ecografia, infermieristica e il punto di primo intervento territoriale.

Gli ambulatori di chirurgia, otorinolaringoiatria e psichiatria, sempre secondo quanto riferito dal coordinamento, sarebbero attivi soltanto in determinati giorni del mese.

Viene inoltre segnalata la situazione della medicina di gruppo, che riunisce quattro medici già operativi sul territorio senza, secondo i promotori della protesta, attivare pienamente il modello di assistenza primaria previsto.

Malcesine, personale e tempi delle visite

Anche l’ospedale di Malcesine è incluso nell’elenco delle strutture per le quali vengono richiesti interventi. L’associazione Aidm chiede la riapertura del secondo piano del Padiglione A, oltre a una riduzione dei tempi necessari per le visite specialistiche.

La questione delle liste d’attesa viene collegata in particolare ai pazienti affetti da poliomielite, per i quali i tempi delle prestazioni possono incidere sull’organizzazione dei ricoveri.

Tra le altre richieste figurano il potenziamento dei trasporti e l’assunzione di nuovo personale. Per quest’ultimo aspetto viene proposta anche la disponibilità di alloggi a prezzi calmierati attraverso la collaborazione con il Comune.

La richiesta di un tavolo permanente

Dopo la protesta e il confronto con la direzione dell’Ulss 9, il coordinamento dei comitati chiede quindi un cambio di approccio. L’obiettivo dichiarato è superare gli elenchi di prestazioni e trasformare le risposte in impegni formalizzati, accompagnati da risorse economiche e scadenze verificabili.

I comitati si dichiarano disponibili a partecipare a un tavolo permanente di monitoraggio, nel quale verificare periodicamente lo stato di avanzamento degli interventi richiesti.

Il confronto con l’Ulss 9 resta dunque aperto e coinvolge diversi territori della provincia, dal lago di Garda alla Bassa Veronese, passando per l’Est e l’Ovest della provincia. Al centro restano personale sanitario, servizi territoriali, liste d’attesa e piena operatività delle strutture ospedaliere.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

elettrocardiogramma
Dal 28 settembre al 2 ottobre gli specialisti dell’Azienda ospedaliera di Verona offriranno colloqui telefonici...
Medico
La Regione recepisce le nuove disposizioni nazionali sulle prestazioni sanitarie, ma mantiene in vigore il...
Sala operatoria
Dal superamento del digiuno prolungato alla preparazione fisica e psicologica prima dell’intervento: il modello ERAS...

Altre notizie