Ex Cinema Astra acquisito dallo stato: firmato l’atto a Verona

Il ministero della Cultura rileva l’edificio di via Oberdan con importanti reperti romani nel sottosuolo. Previsto un progetto di riqualificazione del sito

ex cinema Astra Via Oberdan

A Verona si apre una nuova fase per uno degli edifici più discussi e inutilizzati del centro cittadino. L’ex cinema Astra, situato in via Oberdan e da anni chiuso al pubblico, entra ufficialmente nel patrimonio dello Stato, segnando l’avvio di un percorso destinato a trasformare l’area sotto il profilo culturale e archeologico.

L’operazione viene formalizzata il 5 marzo con la presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, arrivato in città per sottoscrivere l’atto di compravendita che trasferisce la proprietà dell’immobile al Ministero della Cultura. All’iniziativa partecipa anche il sottosegretario Gianmarco Mazzi, insieme ai rappresentanti delle principali strutture del dicastero coinvolte nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio storico.

Prima della firma ufficiale, il ministro visita direttamente il sito di via Oberdan 13, luogo che negli ultimi anni ha attirato grande attenzione non solo per il futuro urbanistico dell’edificio ma soprattutto per le scoperte archeologiche emerse durante precedenti lavori. Nel sottosuolo dell’ex cinema sono infatti stati individuati resti di epoca romana di particolare interesse, elementi che hanno contribuito a rendere strategica l’acquisizione da parte dello Stato.

Tra i ritrovamenti più significativi figurano le tracce di una probabile dimora di alto livello risalente al II secolo dopo Cristo. Gli studiosi ritengono che l’area potesse ospitare un’abitazione di pregio, caratterizzata da strutture e ambienti riconducibili a un contesto residenziale di lusso. Tali elementi rafforzano l’importanza archeologica del sito e aprono nuove prospettive di studio e valorizzazione.

La formalizzazione dell’acquisto avviene successivamente presso lo studio notarile Buoninconti, dove il ministro Giuli firma l’atto che sancisce il passaggio dell’immobile allo Stato. L’operazione rappresenta un passaggio decisivo per definire il destino dell’edificio, rimasto per lungo tempo inutilizzato e in condizioni di inagibilità.

All’incontro partecipano anche figure chiave dell’amministrazione del patrimonio culturale. Tra queste Luigi La Rocca, capo del Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale del ministero, e Fabrizio Magani, direttore generale per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. La loro presenza sottolinea la dimensione istituzionale dell’operazione e il ruolo centrale della tutela archeologica nel progetto di recupero dell’area.

Coinvolta direttamente anche la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, rappresentata dal soprintendente Andrea Rosignoli e da Brunella Bruno. Gli esperti della soprintendenza avranno un ruolo fondamentale nelle future fasi di studio, conservazione e progettazione degli interventi sul sito.

L’acquisizione dell’ex cinema Astra viene interpretata come il primo passo verso un intervento di riqualificazione profondo e innovativo, che dovrà tenere insieme due esigenze principali: la salvaguardia dei reperti archeologici e la valorizzazione di uno spazio urbano di grande rilevanza nel centro storico di Verona.

Negli ultimi anni il destino dell’edificio è stato oggetto di dibattito tra istituzioni, studiosi e cittadini. La presenza delle strutture romane emerse durante i lavori ha reso necessario ripensare il futuro dell’immobile, orientando le scelte verso una soluzione capace di integrare ricerca archeologica e fruizione pubblica.

Con l’ingresso nel patrimonio statale, il sito potrà essere oggetto di progetti di recupero e valorizzazione coordinati direttamente dal ministero, con l’obiettivo di trasformarlo in uno spazio capace di raccontare la storia della città e restituire alla collettività un luogo rimasto inutilizzato per lungo tempo.

L’operazione rappresenta quindi un passaggio strategico per la tutela del patrimonio storico e archeologico veronese, oltre che un segnale concreto dell’attenzione istituzionale verso la conservazione dei beni culturali presenti nel territorio urbano.

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