Verona si prepara a candidarsi a Capitale italiana del Volontariato 2027, il titolo conferito tramite bando pubblico da CSVnet, in partenariato con il Forum Nazionale del Terzo Settore e Caritas Italiana, in collaborazione con ANCI. La Giunta comunale sta valutando il percorso di candidatura, forte di un tessuto associativo ampio e radicato, che conta quasi 500 organizzazioni di volontariato iscritte al RUNTS in provincia.
L’obiettivo del riconoscimento è promuovere la cultura del dono e dell’impegno civico, rafforzando il ruolo del volontariato nella costruzione del bene comune e valorizzando le collaborazioni tra Pubblica Amministrazione, Terzo Settore, imprese e cittadini.
I numeri del volontariato a Verona
Il quadro tracciato dall’Amministrazione evidenzia dimensioni significative. A fine 2025 risultano in provincia:
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Quasi 500 organizzazioni di volontariato iscritte al RUNTS
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Oltre 900 associazioni di promozione sociale, circa la metà attive nel Comune capoluogo
Secondo i dati ISTAT riferiti al 2020, sono presenti inoltre più di 6.200 enti non profit in provincia, l’85% dei quali di natura associativa.
Un sistema articolato che si esprime anche nelle 38 associazioni della Consulta comunale della Famiglia e nelle 35 della Consulta comunale della Disabilità, impegnate nel supporto ai servizi e ai progetti di inclusione sociale.
La candidatura 2027: obiettivi e partenariato
La candidatura, con scadenza fissata al 26 marzo 2026, sarà presentata congiuntamente dal Comune di Verona e da CSV Verona, come previsto dal bando.
“Questa candidatura rappresenterebbe un’occasione per promuovere ancora di più la cultura e il valore dell’empatia che è proprio del volontariato” ha dichiarato l’assessora alle Politiche sociali e al Terzo settore, Luisa Ceni, sottolineando come il percorso possa rafforzare l’identità solidale della città e valorizzare il lavoro di rete costruito negli anni.
Il progetto si sviluppa lungo tre direttrici principali:
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Comunità solidali e inclusive nei quartieri
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Valorizzazione del volontariato come risorsa culturale e territoriale, con particolare attenzione ai giovani
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Riconoscimento del volontariato come presidio di futuro, democrazia e diritti
Nel mese di febbraio sarà perfezionato il progetto e ampliato il partenariato, che già coinvolge CSV Verona, Caritas Diocesana Veronese e Forum del Terzo Settore Veneto, con l’obiettivo di estendere la collaborazione a ULSS 9, Provincia, Università di Verona e Regione Veneto.
Innovazione sociale e cittadinanza attiva
Negli ultimi anni il volontariato veronese ha mostrato capacità di innovazione e adattamento. Un esempio sono i 15 Centri di Comunità, nati da percorsi di co-progettazione con 12 enti del Terzo Settore, che nel solo 2025 hanno registrato oltre 80.000 presenze, diventando punti di riferimento intergenerazionali nei quartieri.
Accanto al volontariato organizzato, si è consolidata una diffusa esperienza di cittadinanza attiva. Dal 2017 il Comune promuove i patti di sussidiarietà per la cura dei beni comuni: ad oggi sono oltre 220 i patti attivati, che coinvolgono cittadini, gruppi informali, associazioni e imprese.
Particolarmente significativa la partecipazione giovanile, come dimostrano i 170 Volontari di Città, in gran parte under 23, impegnati nel supporto agli eventi collegati alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026.
Dal 2023 l’Amministrazione ha inoltre avviato una mappatura sistematica del Terzo Settore, raccogliendo le interviste di 346 realtà associative attive nei diversi ambiti sociali, sanitari e culturali, con l’obiettivo di rafforzare la rete territoriale e migliorare la conoscenza dei servizi disponibili.
La candidatura a Capitale italiana del Volontariato 2027 punta così a valorizzare un patrimonio civico considerato uno dei punti di forza della città.